Dai, dai… facciamoci un po’ di Mozart! Anzi no, di Vivaldi, mi son sbagliata, scusate…. :D :D

Lo so, è una giornata novembrina, la prima, e c’è sta grigia nebbiolina che non fa salire il buonumore nemmeno a sollevarlo col krik, ma un po’ di allegrezza musicale ci potrebbe far bene e un po’ di giocose giravolte fra i mulinelli dei venti, certo non dispiacciono al ❤.

Non si molla, non si vacilla!! Si va avanti con la solita, imperturbabile certezza nella solida, efficace e gaia leggerezza… che mi pare dovuta ed auspicabile, visti i pesanti tempi di matassa cupa e inestricabile.

Chiamo a raccolta i numi della buona sorte e gli spiriti benevoli delle buone intenzioni; preparo il tè ed i biscotti alla vaniglia da offrire agli ospiti illustri e senza lesinare su burro e confettura, spalmo colore acceso di buona ventura.

È domani il giorno mesto dei ricordi andati; rendiamo onore ai cari che ci hanno amati e salutiamo con un sorriso benevolo gli screzi passati. In fin dei conti tutto è scuola e tutto è bagaglio; si può scegliere fra le zavorre di prender solo il meglio.

Mi allontano in mongolfiera fra la nebbia di novembre; se non torno prima del tè, cominciate pure senza di me. Se dopo questa avete sorriso, magari la metrica non sarà granché, ma almeno un po’ di luce vi è apparsa in viso e non chiedo di meglio, per voi e per me.

20 risposte a “Dai, dai… facciamoci un po’ di Mozart! Anzi no, di Vivaldi, mi son sbagliata, scusate…. :D :D”

      • Ah beh… se lo odi dentro, allora è n’altra faccenda. Io oggi odo dentro il sapore di aglio e bruschetta anti draculiana che mi son tostata a mezzanotte, quando fuori si stendeva poeticamente una placida notte novembrina.

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      • Come ucciderei quelli che “No a me niente aglio”. È come andare al mare e dire no per favore a me non mi bagnate! O peggio due cucchiaini di zucchero nel caffè. Se vuoi roba zuccherosa prenditi un babbà e se non ti piace l’aglio non prendere una bruschetta. Perché è così difficile capirlo secondo te?

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      • Vedi, non mi occupo di cose a me sconosciute; per me le frequentazioni hanno da aver sentor d’aglio, quando è aglio, d’olio quando è olio, di sale quando è sale e di pesce quando è pesce. Pulite, eh, ma non sterilizzate. Pure l’odore di sapone va bene, purché sia solo sapone. Diversamente mi metto sulla difensiva, che di chi non ha odore, c’è poco da fidarsi; e ancor meno mi fido di chi copre il proprio odore con litrate di nauseanti lozioni e profumi da mutuo ipotecario. Nei boschi si odora di bosco, in cucina si odora di cibo e chi non frequenta i boschi e le cucine, non son da frequentare, per me. Le storie selvatiche insegnano!

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