C’è chi dice che il pensiero è cosa potente; penso sia vero. L’ho detto anch’io, più volte; con questo non voglio dire che è potente solo perché l’ho detto io. Ma anch’io ne ho fatto esperienza, ecco. Ma ancor più del pensiero, sono potenti le emozioni, le impressioni, ovvero quella consapevolezza del sentire che parte dal cuore e aleggia attorno ai pensieri ancor prima che essi nascano. I pensieri sono dei mattoncini che costruiscono l’idea emozionale che nasce prima di loro. Il progetto che ne consegue è necessario e potente, solo se l’emozione di partenza è stata potente. Il pensiero è l’elemento che costruisce, che porta alla concretizzazione delle idee. Per capire se un’idea è potente, occorre prima darle forma e poi ascoltare l’emozione che da essa nasce. Se l’emozione è potente, allora l’idea sarà potente. I pensieri, l’intelligenza, servono solo a “spiegare” questa forza emozionale alla nostra razionalità. E a darle forma concreta, materiale; in tal senso, i pensieri sono un elemento importante, ma da soli possono fare poco.
In questi tempi di estrema razionalità, di spinto materialismo, di attaccamento all’inutile, manca tutta la forza emozionale e spirituale che genera buone idee, perché viene negata la parte creativa, che è emozione ed idea; per questo arranchiamo spesso nella sensazione di mediocrità, di mancanza, di incompletezza. Non si può prescindere dallo Spirito e dall’emozione. La mancanza di questi elementi genera brutture, violenza, falsità. La Verità, la Bellezza, la prosperità nascono dalla forza spirituale ed emozionale in positivo. E’ questo che ci dobbiamo coltivare. E’ a questo che occorre tendere. C’è tanto bisogno di questo. Di essere grati all’emozione che eleva. Il Pensiero dovrebbe essere messo al servizio di questo; dello Spirito.
Io vedo un attaccamento morboso alla materia, ovunque e in qualsiasi contesto; è normale. Viviamo nell’epoca arimanica, quella che sopravvive SOLO in funzione del materiale. E la mancata comprensione delle cose dello Spirito è altrettanto tipica di questo tempo. La tragedia più rilevante, oggi, non è quella di perdere se stessi, l’essenza profonda dello Spirito di se stessi; la tragedia preponderante oggi è rilevata dalla maggior parte della gente solo nella perdita delle “cose”, nel dover lasciare andare la materia.
UN dramma incolmabile per i più!! Le persone soffrono di questo, ma non si rendono minimamente conto quando vengono private dello Spirito, perché lo Spirito non viene più contemplato. Può essere scippato senza che ci si renda conto, poco per volta, manipolazione dopo manipolazione. Il vero rischio è questo, ma pochi se ne ravvedono. Un Essere Umano privato delle Spirito è solo un mezzo essere umano. Un Essere Umano privato del senso del sacro, è solo un mezzo essere umano. Uno zombie, un fantasma di se stesso, convinto di essere vivo, ma sostanzialmente già morto. Occorre stare attenti a preservarsi lo Spirito. Molto attenti, soprattutto di questi tempi.
Perché quello che dell’Umano permane oltre lo spazio e oltre il tempo non è la materia, non è il corpo, non sono i possedimenti; quello che permane è lo Spirito. Ed è strano che oggi nessuno lo prenda più in considerazione, pur essendo la parte permanente di noi stessi. Questo non significa che è bene rinnegare la materia e disconoscere la razionalità di pensiero; non sto dicendo questo. Tutto è utile e tutto è importante.
Dico solo che la materia da sola è come un guscio vuoto, una larva che senza Spirito risulta deforme; è buona solo per nutrire la terra di qualche grammo di minerale. Un pensiero privo di Spirito rimane vuoto e sterile. L’essenza spirituale è la vera ricchezza immortale che ci contraddistingue come Esseri Umani; è cosa Sacra!! Ad ognuno l’onere di scegliere quale parte di sé stesso nutrire, preservare, coltivare con attenzione e dedizione. Ignorare questi aspetti è come giocare a nascondino con noi stessi, ma è un gioco molto serio, che come riscatto ha l’Essenza Prima che ci rende Umani; la Scintilla Divina.









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