La parola “UBUNTU“, in lingua bantu (Africa Sub-Sahariana) significa BENEVOLENZA VERSO IL PROSSIMO. E’ una via di mezzo fra un’etica e un’ideologia. Io preferisco chiamarla “filosofia di vita“, perché le ideologie non mi sono mai piaciute. Secondo questa filosofia, l’Essere Umano esiste in virtù dell’esistenza degli altri Esseri Umani; un po’ come dire: “Io sono, perché tu, e tutti gli altri, siete!”.

Ho incontrato questa filosofia per caso, grazie ad un amico che me ne ha parlato, al cui amico, altri suoi amici ne avevano parlato prima; si chiama “passa parola” e pare che ultimamente nel nostro Paese, Ubuntu stia prendendo piede. Sarà che la gente è davvero stanca di guerre, pandemie, sofferenze ed emergenze varie e sta cercando un senso alla propria esistenza che esuli da tutto questo schifo. Per una volta, non sono preoccupata o infastidita per quella che sembra essere una nuova “moda” in espansione. In sé non è tanto il fatto che me ne abbiano parlato che ha attirato la mia attenzione, ma il fatto che mi ha subito RISUONATO DENTRO.

Non è scontato e non capita a tutti; anzi, da quel che ho notato, non è roba per tutti, ma solo per pochi; lo dico, perché se ti capita di non capirci una benemerita di questo articolo, puoi considerarti in buona compagnia e consolarti un po’. Penso che in me Ubuntu non ha trovato alcuna resistenza perché ricalca esattamente le 7 Leggi Universali Ermetiche delle quali ho già ampiamente parlato in alcuni articoli su questo blog. IN particolare, ricalca la PRIMA LEGGE ERMETICA, ovvero la LEGGE del MENTALISMO, quella che diche che TUTTO è MENTALE, TUTTO è FRUTTO DI UNA MENTE PENSANTE, TUTTO è NATO DA UN’IDEA PRIMORDIALE e di conseguenza, TUTTO è UNO.

Te ne ho già parlato, ricordi? E se non te ne ricordi, a questo link puoi trovare uno dei miei articoli.

Ti prego di non fermarti solo perché qui ti lascio un passo del Vangelo. I Testi Sacri non sono quello che pensi, quello che ti hanno raccontato e posso davvero fare la differenza se li leggi in un certo modo. IN poche parole, Ubuntu ci dice che:

Dal Vangelo secondo Matteo 25, 31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
[…]

Ed è strano, no? Perché Ubuntu viene dall’Africa, ha origini forse più antiche del Nuovo Testamento (che comunque viene dall’Africa pure quello), eppure dice la stessa cosa che c’è scritta negli insegnamenti del Vangelo. Il problema è che gli insegnamenti del Cristo, in Occidente non vengono davvero mai letti e interpretati per il reale valore che hanno, quindi attecchisce molto meglio una filosofia esotica, apparentemente nuova e che viene da “altrove”. Questi sono i danni che i promotori della “spiritualità cristiana occidentale” (chiamiamoli così) hanno provocato negli ultimi 2000 anni, snaturando anche i Testi Sacri. Ma non divaghiamo; l’importante è che le buone filosofie vengano prima o poi acquisite e sposate da chi ha ancora un briciolo di mente e cuore aperto e pronto ad accoglierle. Non importa poi da dove vengano e chi le abbia scritte.

Accadde che un giorno un volontario occidentale finì in un villaggio africano; qui lo accolsero un nutrito gruppo di bambini festanti. Lo circondarono con balli e risate e lui vide molti sorrisi e molti occhi felici. Allora decise che voleva ringraziare a modo suo quei bambini per la loro accoglienza e mise un cesto con alcuni dolciumi sotto un albero. Poi disse ai bambini di allontanarsi di qualche decina di metri ed i bambini, un po’ perplessi, obbedirono. Poi lui disse loro che quel cesto sarebbe stato di chi, al suo via, avesse corso abbastanza in fretta e lo avesse raggiunto per primo. I bambini capirono subito il gioco e si prepararono alla corsa. Il volontario diede il via. I bambini corsero festanti verso il cesto di dolciumi, ma quando lo raggiunsero, accadde una cosa strana; nessuno dei bambini toccò il contenuto del cesto. Allora il volontario si avvicinò loro e chiese: “Chi è arrivato per primo?” Nessuno rispose. Nessuno voleva toccare i dolciumi. E il volontario non capì. Allora si avvicinò un vecchio e spiegò al volontario che nessuno di quai bambini avrebbe mai toccato il cesto, perché nessuno di loro poteva avere una cosa solo per sé, se sapeva che tutti gli altri non avrebbero avuto nulla.

Questa è la filosofia di Ubuntu. Io esisto perché esistono gli altri. Questo è l’Amore, inteso in senso Cristico, inteso in senso Universale. Ubuntu rinnega la competizione e sposa la collaborazione. E io amo questo aspetto come non mai!!

Ubuntu si rifà in realtà anche alle altre sei Leggi Universali, quelle che ho citato poc’anzi: in Ubuntu è contenuta la seconda Legge di Causa Effetto, per la quale occorre imparare a Donare e nel contempo occorre imparare a Ricevere (e guarda che se hai difficoltà economiche, spesso è dovuto al fatto che ti hanno creato il senso di colpa e non sei più capace di ricevere, nemmeno quando qualcuno ti dona qualcosa con tutto l’Amore e l’affetto del mondo) e tutto è frutto di una causa, niente accade per caso.

Ubuntu è anche la Terza Legge Ermetica, ovvero la Legge della Corrispondenza, o dell’Analogia, per la quale “Così è in Alto, come in Basso e così è in Basso come in Alto“. E anche qui si veda il Vangelo di Matteo citato poco sopra, dove Gesù dice che “Quel che avete fatto ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avrete fatto a me”.

Ubuntu è anche la Quarta Legge Ermetica, ovvero la Legge della Polarità, dove un’azione negativa viene necessariamente compensata da una reazione positiva e viceversa, affinché si crei una tensione energetica fra i due poli. Perché Ubuntu è energia e tende all’armonia e all’equilibrio, in fatto di relazioni, in fatto di ricchezza (spirituale e materiale), in fatto di salute, in fatto di spiritualità

Ubuntu è la Quinta Legge Ermetica che parla della Legge del Ritmo, per la quale tutto ciò che è creato nell’Universo è sottoposto a un ritmo che oscilla in continuazione fra abbondanza e mancanza, fra positivo e negativo, fra vita e morte, fra sonno e veglia, fra luce e buio… Nessuna condizione in un’esistenza rimane sempre invariata e occorre sapere che tutto è fluttuazione e che tutto risponde necessariamente a questi stadi ritmici, compresi noi stessi, i nostri corpi e ogni minima cosa che riguarda l’Universo. Donare agli altri oggi che il ritmo mi pone in una condizione di abbondanza, equivale a poter ricevere domani, quando il ritmo universale mi porterà in una condizione di mancanza; in questo modo, tutti possono alleviare le sofferenze di tutti e creare una condizione armonica di abbondanza condivisa.

Ubuntu è anche Sesta Legge Ermetica, ovvero la Legge di Vibrazione per la quale tutto è soggetto a vibrazione ed ogni vibrazione attira la medesima lunghezza d’onda che l’ha creata. Ciò che l’Essere Umano emana in quanto essere spirituale, animico e mentale è ciò che attrae a sé. Noi siamo e otteniamo il modo in cui vibriamo; tutto risponde a questa Legge. Chi vibra in modo elevato, attrae vibrazioni elevate; chi vibra in modo basso, attrae vibrazioni basse. Ogni nostra esperienza, anche relazionale, risponde a questa legge. Ubuntu vibra con l’Amore per l’altro, secondo il detto “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te stesso“.

Bene, adesso ti ho spiegato che cos’è Ubuntu. Ti ho spiegato perché è una filosofia che a me piace un sacco e adesso ti comunico che c’è un modo concreto per mettere in pratica questa filosofia. Con questo metodo puoi essere concretamente utile a te stesso/a e nella stessa misura puoi essere utile al tuo prossimo. Esistono persone che si sono inventate un modo condiviso per aiutare se stessi e gli altri attraverso un meccanismo che sposa questa filosofia. Si tratta di una piattaforma che agisce mediante un logaritmo e che permette di mettere tutti nelle condizioni di creare prosperità attraverso l’azione del , o del regalo all’altro. Ognuno dona seguendo un ritmo preciso, attendendo un tempo necessario e proprio come accade seguendo le Leggi Ermetiche, ad un certo punto accade che arriva il momento di ricevere. Non è una catena, non è un network, non è un’azienda, non è un sistema a piramide (che è illegale), non è niente di comunemente conosciuto, perché chiunque entra è allo stesso livello di tutti gli altri e tutti seguono le stesse regole. Donare e Ricevere. Il dono iniziale è una cifra irrisoria e serve per avere il diritto di entrare nel “gioco”. IN seguito non si versano più somme di tasca propria, quindi non è nemmeno un investimento.

Ricordi? “A chi ha, sarà dato in abbondanza…” e chi ha già dato attraverso un dono (si parla di 25 € per entrare), verrà ricompensato sette volte tanto al primo giro. E in modo crescente ed esponenziale nei giri successivi. Ed il ciclo si ripete all’infinito, aumentando i regali che di volta in volta si danno e si possono fare (ma senza mettere nulla di tasca propria, perché si usa solo una parte dei doni già ricevuti attraverso questo meccanismo, quindi non si rischia nulla, non ci si rimette nulla) e di conseguenza si ricevono. E’ ovviamente un meccanismo legale, esentasse e che non richiede nessun rischio se non quello di conoscere persone che seguono la stessa filosofia e che, in generale, sono bella gente, perché aiutano se stessi e gli altri con slancio. Anche questa è una Legge.

Mettiamo in pratica tutte queste Leggi, seguendole con attenzione ed etica e riusciamo a creare davvero e nel concreto un Mondo Nuovo, dove anche “…gli ultimi potranno finalmente essere i primi”. Il meccanismo non permette di sgarrare. E’ una cosa seria, che risuona solo a chi è abituato a donare, ricevere senza sensi di colpa, e a vedere gli altri come parte di se stesso. Per questo non è per tutti, soprattutto oggi. Questo è Ubuntu e se vuoi saperne di più, basta che mi contatti a questa mail: storieselvatiche@gmail.com

Lunga Vita e Prosperità a chiunque vive perché gli altri vivono, prospera perché gli altri prosperano ed è felice perché gli altri sono felici.

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21 risposte a “Che cos’è Ubuntu?”

  1. Credo sia anche un sistema operativo gratuito ben più stabile e sicuro di Windows 😉

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    1. Sì, ma io qui parlo d’altro, Coulelavie 🤣. Qui si parla d aiutarsi e aiutare, concretamente, cioè con azioni semplici, che richiedono poco impegno, ma che fanno la differenza.

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      1. Lo so, lo so 🙂

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    2. …si Coulelavie, Ubuntu è una versione di Linux, sistema operativo che usano i GRANDI servers; con microsoft, i “servers” non non reggerebbero 1 giorno. Anche il sottoscritto ha usato Ubuntu-Kubuntu ,linux, fedora etc. , ma la storia conosciuta dalle masse di questo OS finisce qui. Invece … (con translator, risolvi …)
      P.S. Immagina quanto erano incazzati i soci-colleghi, contro Biil gates , quando lo hanno mollato, per fare ciò che hanno fatto !!
      Ubuntu Linux derives its name from ‘Ubuntu’, a South African word that means ‘I am because you are’. This is a translation to mean that we become who we are through other people and denotes the spirit of togetherness.
      Ubuntu is an ancient African word meaning ‘humanity to others’. It is often described as reminding us that ‘I am what I am because of who we all are’. We bring the spirit of Ubuntu to the world of computers and software. The Ubuntu distribution represents the best of what the world’s software community has shared with the world.

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    3. 😎 solo x te
      Kubuntu è un sistema operativo interamente open source costruito sul kernel di Linux. Ubuntu è un’ideologia morale del Sud Africa focalizzata sulla lealtà e sulle relazioni delle persone. La parola deriva dagli idiomi Zulu e Xhosa. Ubuntu (promunciata “u-bun-tu”) è visto come un concetto della cultura tradizionale Africana, dei principi fondanti della nuova repubblica del Sudafrica e connesso all’idea di un Rinascimento Africano. Una traduzione approssimata del principio di Ubuntu è “umanità attraverso gli altri”. Un’altra potrebbe essere: “la fede in un legame universale di partecipazione che lega tutta l’umanità”. Una persona con ubuntu è aperta e disponibile agli altri, conscia degli altri, non si sente minacciata dal fatto che gli altri siano capaci e bravi, poiché lui o lei ha una propria sicurezza di sé che le deriva dal sapere che appartiene ad un tutto più grande ed è diminuita quando gli altri sono umiliati o diminuiti, quando gli altri sono torturati od oppressi.

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      1. Grazie Lezzy. 🤗 Eri finito in spam, non so capire perché 🙄

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      2. fufù..
        figurati, ogni tanto qualcosa sbarella, su W.P. ; per 1 settimana circa, ho visto lo sfondo della pagina dei commenti di Fuga, nero… wtf ? invece nella pagina iniziale non c’erano anomalie.

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      3. Io vedo tutt’ora lo sfondo nero del sito. Boh…vai a sapere. Ieri era bluette, quasi antracite, ma tendente al cobalto. 😂

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      4. Pure tu ?? …allora non ho le traveggole

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      5. probabilmente, qualche amministratore stava lavorando al template. Tu che dici?

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  2. Ubuntu! Da questa “filosofia” prende vita nel 2004 un sistema operativo per computer il cui motto è «Ubuntu: Linux for Human Beings» «Ubuntu: Linux per esseri umani». Dal 2006 è in uso sui miei pc; oggi utilizzo Mint, una derivata. Ho fatto parte della Comunità Italiana Ubuntu come membro del Gruppo Promozione.

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    1. Sì, conosco… grazie a questi nuovi amici che mi hanno messa al corrente anche di questo aspetto, Nicola. Complimenti, perché tu sei “avanti”!! Ma non avevo dubbi. Quel che propongono sulla piattaforma è però un metodo per mettere tutti nelle condizioni di migliorare la propria condizione economica, anche se si parte da zero. Non è un investimento, non è un lavoro, non è un’azienda… e non è un sistema a piramide o simili. E’ un modo aperto a chi ha la giusta sensibilità e apertura mentale, legale e esentasse per migliorare in modo considerevole la propria condizione attraverso l’aiuto ad altri che hanno la stessa intenzione. E ad oggi, io sono felice di farne parte. 🤗🦋💚

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  3. A good lesson for us all Elena. Thanks for this post. Allan

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    1. Ciao Allan. Grazie a te buona domenica. 😊🌻

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  4. Grazie per la tua visita al mio blog.
    Casualmente (ma davvero poi sono coincidenze?) di Ubuntu avevo parlato anch’io. 🙂
    https://blualessandro.wordpress.com/2020/12/08/ubuntu/

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    1. Il caso non esiste. 😊🤗

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  5. La capacità di fare bene al prossimo rende la vita degna

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    1. L’ Essere Umano non può sentirsi completo, non può darsi un senso se non attraverso il suo prossimo. L’ Amore per se stessi è necessario quanto l’Amore verso l’altro, perché sono la stessa cosa. E chi cerca la felicità, la vera Ricchezza, può trovarla solo nel donarsi e nel donare Amore al prossimo. Il denaro è solo un mezzo attraverso il quale si può concretizzare il dono. Non è e non deve mai essere un fine. Questo meccanismo permette di donare in virtù dell’Amore per se stessi e per l’altro. La Ricchezza viene in questo modo redistribuita restituendo dignità ad ognuno, esattamente come dovrebbe essere. Per attuare questo occorre una consapevolezza personale che si traduce in consapevolezza collettiva. Così funziona la piattaforma di cui parlo. 🤗🍀

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  6. […] ruota da criceto e vuoi scendere e goderti la vita con un po’ più di umanità, leggiti il mio articolo su che cos’è Ubuntu; una via d’uscita c’è sempre ed è meglio prenderla prima che sia troppo tardi, […]

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