A chi ha il buon cuore e la pazienza di seguirmi da un po’ di tempo, ho già raccontato, un po’ in questo e un po’ nei miei precedenti blog, che vivere in montagna presenta imprevisti e qualche difficoltà, a volte anche non da poco, ma comunque ne vale la pena.
Negli ultimi tempi mi è successo un po’ di tutto e penso che il periodo di scalata in verticale durerà ancora per un po’ di mesi, ma non mi preoccupo; ho la pelle dura e ho imparato che se una si trova in serie difficoltà, non è una buona idea fermarsi ad aspettare qualche elicottero di soccorso; quando si è in ballo, occorre ballare fino alla fine, accada quel che accada e rischiare il tutto per tutto per tirarsi fuori dai casini. E per continuare sulla scia delle metafore, se sei in parete e cerchi un appiglio, non puoi permetterti il lusso di tergiversare; occorre tenere botta, guardare in alto e andare avanti.
Sono stata un po’ latitante nelle ultime settimane, non perché ho avuto la fortuna e la brillante idea di andarmene a zonzo per il nostro Bel Paese in ferie, ma perché mi stanno pignorando la casa e devo trovare ogni giorno un buon modo per sbarcare il lunario; capirete anche voi che in questa situazione poco allegra, non è facile trovare tempo libero da dedicare alle passioni come il blog, purtroppo.
Quando più di un anno fa mi sono licenziata (e la storia l’ho già raccontata nei precedenti post) sapevo che tutto questo sarebbe successo, quindi sono pronta e serena emotivamente, ma non posso certo passare il tempo in attesa della catastrofe totale; diciamo che mi sto dando da fare, su più fronti, ma i tempi non sono propizi, pare, e come se non bastasse, ci si mettono anche le connessioni che non vogliono saperne di funzionare.
Ora, per una che ha deciso di basare il suo futuro lavorativo su dei lavori online e che attualmente non ha altre entrate se non quelle che derivano da queste attività, rimanere senza connessione può diventare un fattore un tantino scomodo, se non decisamente limitante, voi capite. Soprattutto se si considera che sono all’inizio di queste attività, e di tutto avevo bisogno in questo momento, tranne che di un mese di fermo, tutto sto casino non ci voleva, ma pazienza! Si dice che le difficoltà aguzzano l’ingegno e nel mio caso, devo dire che mi stanno facendo tornare in gran forma, visto che mi muovo in bici e sto facendo muscoli e fiato.
Il problema si è verificato perché la zona dove vivo non è molto ben servita e le poche compagnie che forniscono un servizio di connessione decente, a volte si trovano a fare i conti con la vegetazione che cresce e che copre il segnale; gli alberi privati da frutto non si possono tagliare, perché per qualcuno sono fonte di reddito e di questi tempi, nessuno rinuncia a niente, quindi è splendido vivere in mezzo ai castagni secolari, ma bisogna prendere atto che a qualcosa per questo occorre rinunciare. E io ho dovuto rinunciare alla connessione.
Intendiamoci, se non fosse perché io ci lavoro, per me la connessione potrebbe anche sparire in via definitiva, ma così non è per me in questo momento; diciamo che se non c’è connessione, non mangio, proprio perché ci ho investito tempo e soldi in questi lavori e devo poter continuare a lavorare a pieno ritmo se me la voglio sfangare in qualche modo. Perdere settimane è stato sfinente e ancora il problema non si è risolto.
Quindi, oramai un mese fa, ho contattato un’altro servizio per passare da Eolo (che qui non ha più campo) a Linkin che, pare, riesca a coprire la zona con una buona connessione; tutti i residenti locali sono passati a questa nuova società o lo stanno facendo. E io pure, da 4 settimane, ma ovviamente il problema si è presentato nel momento meno opportuno e pare che non esistano tecnici che mi possano installare il dispositivo per attivare la nuova connessione, perché siamo in pieno agosto e si sa, l’Italia in agosto si ferma. Intanto i fondi di riserva che dovevano servirmi per vivere, stanno finendo e non è una bella situazione, perché la soluzione erano appunto gli introiti dei lavori che ho iniziato a fare, ma che senza connessione sono fermi da un mese.
IN realtà ho continuato a lavorare in queste settimane, preparando contenuti e creando competenze, ma senza poter rendere proficuo il lavoro; questo è frustrante. La connessione da telefono qui è praticamente inesistente e posso lavorare solo con le connessioni delle biblioteche di zona che, come tutto il resto, in questo periodo sono spesso chiuse. Se questa situazione per qualcuno potrebbe essere vista solo come una seccatura, per me sta diventando una vera Odissea. Ma detto questo, io non mollo! Ho visto di peggio in passato e se questa è una roba che mi sta mettendo economicamente in ginocchio, la condivido anche per fare riflettere la gente su che cosa comporterebbe per i singoli l mancanza della rete in un ipotetico futuro.
Pensateci; se non dovessero più funzionare le reti internet in tutte le nostre città, già oggi non funzionerebbero i bancomat (io da qui non posso fare un bonifico, non posso incassare guadagni e mi devo spostare in un centro dove c’è un wifi per usare una app collegata alla banca), non funzionerebbe praticamente più nulla, comprese le prenotazioni di alberghi e di prodotti vari; qualsiasi ufficio pubblico con i relativi servizi si bloccherebbe, si bloccherebbero i trasporti, le burocrazie (e forse non sarebbe un gran male, se le ripercussioni non finissero sempre sulle ultime ruote della catena). Pensateci. Io mi sto lentamente rendendo conto che le nostre esistenze sono oramai talmente legate al virtuale che non lo so in quanti terrebbero botta se ne venissero privati. Lo dice una che senza cellulare sta benissimo, ma che se la rete non funzione, già oggi, stenta a trovare il necessario per sbarcare il lunario. Non è una bella sensazione, credetemi. Occorre ponderare bene e diversificare il più possibile, anche con attività meno legate in maniera indissolubile alla rete. Ma per ora, mi tocca adeguarmi, come posso.
IN tal senso, se qualcuno vuole dare un contributo a questo blog e al mio lavoro, affinché io mi possa creare la condizione per migliorare i servizi che sto cercando di portare avanti, affinché sempre meno persone debbano vivere situazioni analoghe alla mia (nessuna esperienza, per negativa che sia, dovrebbe essere vana e occorre farne tesoro e provare a farla fruttare) può fare una donazione, anche minima e di pochi euro accedendo dal link apposito qui sotto; qualsiasi supporto sarà immensamente gradito e io farei del mio meglio per farlo fruttare in maniera degna e con riconoscenza. Se invece a qualcuno interessa il mio libro, lascio il solito link con l’immagine qui sotto. Adesso vi saluto, perché la biblioteca sta per chiudere. Un abbraccio ai fedelissimi e agli amici.
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