Come capita spesso, un libro mi è capitato fra le mani per caso, mentre chiacchieravo con un amico in una libreria; l’ho tirato giù dallo scaffale solo perché a me piace l’azzurro, e questo libro ha la copertina azzurra. Ero soprappensiero, appunto, perché stavo amabilmente chiacchierando.

Vado sempre nel settore dei libri illustrati perché lì mi rilasso; guardo le figure, le illustrazioni, guardo i colori, leggo un po’ di roba scritta tutta in minuscolo, ma a lettere belle grandi e mi perdo, anche per lunghe mezz’ore. E mi piace andarci con qualcuno che mi fa discorsi allegri, di solito.

Questo mio amico mi fa discorsi che a me piacciono un sacco, perché in linea di massima sono sempre molto allegri, ma non ho detto che sono superficiali, o poco importanti, tutt’altro; sono però anche sempre allegri, ecco. Forse perché lui ha gli occhi blu che mi ricordano il cielo e un sorriso contagioso, ma soprattutto sa capire benissimo cosa mi piace. Penso sia l’unico che mi capisce davvero.

Il mio amico si chiama Dante e ha otto anni; lui è un poeta ed è per questo che porta questo nome, ma ancora non lo sa. Abbiamo comprato il libro e poi ce lo siamo letto a casa, vicino alla stufa e con i dolcetti preferiti da entrambi.

Questo libro ha un sapore di dolcetti ed è divertentissimo. Io ho riso molto, ma lui, Dante, di più. Ma penso che lui lo abbia capito anche molto meglio di me… il senso del libro, intendo. È sempre così, in realtà. Me lo sono fatto spiegare e mi ha detto:

“Questo libro non è per i bambini, ma per gli adulti. Gli adulti non si ricordano più niente di quando erano bambini e questo libro serve a fare capire agli adulti come stanno i bambini, così poi smettono di sgridarli!”

Ve l’ho detto, no, che Dante è un poeta.

Allora io gli ho chiesto:

“Ma tu, Dante, vieni sgridato spesso?”

Ci ha pensato su un po’ e poi mi ha detto:

“No, io sono fortunato, perché so già cosa devo fare quando ci sono gli adulti presenti e allora evito di fare quelle cose lì. Anche se a volte mi dimentico. Di solito le faccio solo quando gli adulti non mi vedono, così nessuno mi sgrida. Invece a mio fratello lo sgridano sempre, perché fa sempre le cose che non dovrebbe fare, ma davanti a tutti!”

Non fa una piega, ho pensato. Suo fratello ha tredici anni e immagino che sia nella fase in cui si comincia a fare esattamente l’incontrario di quello che ti dicono di fare. E poi mi son detta, mentre inzuppavo il dolce nel tè, che in fin dei conti, anch’io mangio i dolcetti quando sono a dieta, ma sempre di nascosto dagli adulti, così nessuno mi sgrida e pensano tutti che sono brava. Allora ho confidato questo mio segreto a Dante, pretendendo che non lo dicesse a nessuno e ho anche aggiunto:

“Tu sei più saggio di me e anche di tuo fratello! Perché anch’io faccio e dico sempre quello che penso e mi preoccupo poco se mi sgridano o meno, a parte quando sono a dieta. Infatti mi sgridano spesso!”

Le immagini sono volutamente un po’ così, perché il post ha solo lo scopo di farvi conoscere il libro e per questioni di copy non posso fotografarlo tutto, come vorrei fare. 🤣

Lui mi ha guardato serio, dritto negli occhi, come se gli avessi detto qualche cosa che lo aveva offeso e poi mi ha detto, deciso:

“Quando sarò grande farò anch’io come te e come mio fratello, ma adesso non lo posso fare, perché sono troppo piccolo e gli adulti sono più forti di me!”

“Giusto!” gli ho detto “Sei un bambino fin troppo saggio!”

Lui ha sospirato, e poi ha aggiunto con noncuranza, ma guardandosi le scarpe: “Sì, lo so!”

E poi ho visto che gli scappava un sorriso, ma ha continuato a leggere il libro azzurro a voce alta, come fa sempre con me, perché sa che se non me lo legge bene lui, io non lo capisco, il libro. E intanto io lo stavo a guardare, piena di ammirazione.

Ve lo consiglio questo libro: 14,00 € per un po’ di minuti da passare con qualcuno molto più saggio di voi e nel contempo imparare qualcosa di bello che forse col tempo, senza volerlo vi siete dimenticati. 😉

8 risposte a “Un libro per adulti poco saggi”

  1. È la cosa più difficile rimanere “bambini” ogni tanto. Io, di nascosto ma nemmeno tanto spero sempre che Willy il coyote riesca una volta a prendere Beep Beep, le rare volte che vedo il cartone animato, e anche se so che se lo prendesse finirebbe tutto, ci spero sempre…….

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    1. Beh, io invece mi sono sempre chiesta dove va a prendere tutta quella forza di volontà Willy il coyote… me lo chiedevo da bambina, me lo chiedo adesso… e mi chiedevo anche come facesse a inventarsi sempre modi nuovi per cercare di prendere Beep Beep. IN un certo senso anch’io ho sempre parteggiato per lui. 😉

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  2. Roald Dahl è una garanzia

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    1. Sì, sempre. IN perenne e reverenziale memoria di un intramontabile Grande Gigante Gentile 😉 . Ciao Cristian.

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  3. Ma che BELLO!
    Cose preziose.
    Grazie Elena!

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