La simbologia del Serpente

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Parlammo del Pitone, leggendo Ovidio. Il pitone sappiamo che è anche un serpente che però esiste davvero, no? Un pitone l’ho provato a illustrare ed è un animale decisamente interessante. Ma il Serpente in sé, è un animale che ricorre spesso, anzi no, spessissimo nei racconti e nella simbologia classica in generale. Ma non si riesce a capire se sto Serpente è un elemento positivo o negativo, giusto?

Prendiamo in considerazione che il Pitone, il Serpente o il Drago può essere considerato come un’unica manifestazione archetipica di una forza dirompente e primordiale; qualche cosa che quando ci pensiamo non ci rassicura per niente, perché ha caratteristiche che istintivamente ci mettono in allarme. Il Serpente è un rettile e i rettili, salvo rare eccezioni, non ci piacciono granché, diciamolo. Nel contempo però ci attirano e non sappiamo bene il perché. Nella Genesi bilica viene preso il Serpente come esempio di male assoluto; quantomeno questo è quello che ne esce dalle traduzioni ufficiali. È il Serpente che tenta Eva e che porta lei ed Adamo a dover lasciare il Paradiso Terrestre; la storia la sappiamo tutti, anzi, forse è l’unica parte della Bibbia che conosciamo proprio tutti.

Però poi, ci ritroviamo il Serpente anche in simboli come il Bastone di Asclepio, (o Esculapio) quello che vedete su tutti i neon delle farmacie, per capirci. Anzi, il bastone di Asclepio vede due serpenti, che s’intrecciano e si attorcigliano lungo una verga, con le teste dei due rettili che si fronteggiano nella parte sommitale, in prossimità delle due ali poste in alto sul bastone. Ma se voi sapeste di trovarci un serpente, ci andreste in farmacia? Penso proprio di no, eppure il simbolo della farmacopea sono i serpenti lungo il bastone.

Mercurio o Ermes viene spesso raffigurato con il Caduceo, il bastone con i due serpenti alati e foriero di prosperità e di pace (manifestazione fisica dell’equilibrio). Oggi emblema dell’Ordine dei medici (vabbèh…stendiamo un velo).

Non è che per caso, i due serpenti che si avvolgono su se stessi somigliano un poco alla oramai famosa elica del DNA? E se così fosse, non è che per caso il doppio serpente equivale al simbolo della Vita, della procreazione, dell’energia legata alla riproduzione (detta anche Energia Sessuale), oltre che della Conoscenza? La butto lì, eh… sono solo ipotesi, ma quando vedo immagini come queste, il dubbio mi sorge spontaneo e non posso farci niente.

Questa è la sommità di un tipico pastorale di un vescovo. (?)

Ma allora, sto Serpente, che significato simbolico ha? Positivo o negativo? È bene dare ascolto al nostro istinto, forse condizionato anche da una certa educazione culturale e religiosa, o si può anche farci su un ragionamento diverso e valutare l’utilità di questo elemento? Io penso che si possano fare entrambe le cose.

Uroboro o Uroboros, il “serpente che si morde la coda”, simbolo del tempo ciclico e dell’eterno ritorno è legato, nella simbologia alchemica, all’idea di purificazione delle sostanze, all’idea di ascesi, di passaggio a un dominio superiore. Sempre di serpenti che hanno lo scopo di portarci da uno stadio inferiore a uno superiore, si parla. Dalla Non Conoscenza, alla Consapevolezza.

In fin dei conti, il veleno dei serpenti viene utilizzato per avvelenare le frecce e fare la guerra; gli indiani d’America ci insegnano, ma può essere utilizzato anche per preparare delle sostanze quasi miracolose che sanno guarire e lenire il dolore. Il veleno di un Crotalo brasiliano viene utilizzato per creare farmaci che impediscono i coaguli di sangue, ad esempio, e la maggior parte dei farmaci salvavita derivano da tossine presenti nei veleni di piante e rettili.

Lo stesso discorso si può fare per le piante, appunto; esistono piante velenosissime che, se ingerite o semplicemente toccate, ti portano all’altro mondo in pochi minuti, ma se ne estrai i principi attivi e li impari ad usare come si deve (attraverso la Conoscenza), puoi procurarti rimedi per malattie anche mortali, altrimenti introvabili. E ancora:

Pianta di Belladonna – una delle tante piante che per l’uomo possono risultare letali.

il Serpente che tenta Eva, è fonte di Conoscenza, visto che riferisce alla prima donna la differenza fra il bene e il male, oppure è solo un satanasso tentatore? Anche qui, io direi di andarci piano con i giudizi lapidari, perché se c’è una cosa che la Vita e la Natura ci insegnano, al di là delle dottrine religiose, beh… questa è che la “giusta via sta sempre nel mezzo”, o che a una singola domanda ci possono essere diverse risposte, tutte vere, o tutte false, o più frequentemente, alcune vere e alcune false.

Prendiamo il Drago come personaggio delle fiabe come ulteriore esempio; il Drago è il rettile che a noi fa tanto ribrezzo per definizione, giusto? Ma esistono fiabe dove il Drago è buono?

Grisù, il draghetto pompiere

No, direte voi, e invece non è vero, perché oltre a Grisù, se vi ricordate “La Storia Infinita” di Michael Ende, il più potente alleato del piccolo protagonista Atreio è proprio un Drago, Fuchur; in questo caso si tratta del Drago della Fortuna, che accompagna Atreio nelle sue avventure per sconfiggere il Nulla che si sta mangiando il Regno di Fantasìa. Faccio questo esempio, perché probabilmente quasi tutti conoscono la storia, per via del film. Ma di esempi di questo tipo, nella letteratura fantasy, popolare e soprattutto fiabesca in genere, ce ne sono moltissimi. Poi, lasciamo perdere se Fuchur nel film viene rappresentato con una testa rassicurante e morbidosa di un grosso peluche cucciolone di cane; gli sceneggiatori lo hanno fatto per farcelo digerire meglio, ma si tratta pur sempre di un Drago.

A noi gli animali pelosetti e morbidosi ci piacciono un sacco, mentre quelli squamati che danno il senso del viscido (la pelle dei rettili non è per nulla viscida; ve lo dice una che i rettili li ha tenuti in mano svariate volte) anche no; noi siamo mammiferi e cerchiamo i nostri simili, anche se poi facciamo di tutto per avere la pelle liscia e liberarci dai peli (siamo una specie piena di contraddizioni). Ma in definitiva, abbiamo anche una parte del cervello che si chiama “rettiliano”; chiediamoci il perché.

Simbolicamente parlando, il Serpente rappresenta l’energia primigenia; vi ricordate della dea Teti, quella che in Ovidio si incazza come una biscia (appunto) con Febo, perché gli ha ucciso Pitone? Ecco, il Serpente incarna quella forza primordiale legata indissolubilmente alla Terra (simbolo di fertilità in una concezione femminile e di procreazione in una concezione maschile) e che a noi tutti fa un po’ tremare i polsi, perché la riconosciamo come incontrollabile e molto, molto potente.

Ma il fatto che a noi l’idea di potenza sessuale ci fa tremare le ginocchia, non implica necessariamente che è una forza esclusivamente negativa, perché se così fosse, la Terra non produrrebbe nessuna Nuova Vita e nessun essere vivente si riprodurrebbe più. Invece accade esattamente l’opposto; la Terra è Madre per definizione. Il fatto che una cosa non sia sotto nostro diretto controllo ragionevole e razionale, non per questo è solo brutta e cattiva.

Non è rassicurante, certo, ma può anche essere una potenziale risorsa senza fine. Come? Ma attraverso l’acquisizione di una Conoscenza che ci permette di controllare tale forza, appunto. Ma a chi è che fa comodo che noi siamo esseri succubi di un timore, di una paura primordiale e quindi più gestibili e manipolabili? Hm? Eh? 🙂 E soprattutto, per quale motivo? Perché dimostriamo in continuazione di non essere abbastanza maturi per saper gestire una consapevolezza che inevitabilmente ci conferirebbe anche un certo potere? Può darsi.IN effetti, se mi guardo attorno, non so mica in quanti di noi possono gestire un potere di questo tipo. Ma non ci dobbiamo preoccupare; a nessuno viene dato più di quel che sa gestire, a meno che proprio non se lo vada a cercare.

Nella religione Cattolica si vede spesso questa figura:

La Madonna della serpe, anche detta Madonna dei Palafrenieri, è un dipinto non molto conosciuto ma molto prezioso di Caravaggio. Fu realizzato nel 1606 e si trova ora presso la Galleria Borghese di Roma.

Nell’immagine si vede la Vergine Maria che con l’aiuto del piede di Gesù, schiaccia il Serpente che, negli scritti biblici abbiamo già detto, è simbolo del Male per eccellenza. Ma questo tipo di visione del serpente è presente solo nella Bibbia, mentre in qualsiasi altro scritto antico, il Serpente è foriero di Conoscenza e saggezza; ce l’hanno pure i vescovi sul pastorale e lo rendono ben visibile nelle occasioni ufficiali! E come si spiega?! Non è che quel simbolo sta a significare che LORO sono gli unici detentori della Conoscenza? Chiedo eh, ipotizzo.

Lo so che questi discorsi faranno incazzare e indignare qualcuno, ma la mia è una mera lettura delle informazioni che ho raccolto; non ho nessun altro fine se non quello di voler capire come stanno le cose. Nella religione egizia, ad esempio, il Serpente era presente sul copricapo del Faraone e rappresentato in mille modi e di nuovo, come simbolo di Vita, Prosperità e Conoscenza.

Uadjet viene raffigurata come un cobra o come una donna con la corona rossa, simbolo del Basso Egitto.
Associato alla dea è l’ureo, simbolo della regalità a forma di serpente, posto sulla fronte di Ra e che adornava i copricapo dei sovrani egizi.

La maschera di Tutankamon con Udjaet al centro della fronte.

Ora, o il simbolo ha cambiato interpretazione con l’andar del tempo e in particolare dall’instaurarsi della religione Cattolica… e tutti quelli che erano arrivati prima, compresi gli Indios Americani che adoravano il Serpente Piumato come divinità che (di nuovo) aveva portato agli uomini il Dono della Conoscenza, e tutti gli altri popoli antichi della Terra, ne avevano una visione distorta, oppure c’è qualche cosa che non capisco e che non torna. Chiedo ai viandanti che certamente ne sanno più di me.

Tempio Maya; il Serpente Piumato.

Comunque sia, tutte queste contraddizioni, non aiutano ad avere le idee chiare. E in realtà, l’unica contraddizione deriva proprio dalla simbologia del Serpente legata alla religione Cattolica, diciamolo chiaramente. Se vi dico Eva e Serpente, qualcuno di voi mi può dire in tutta serenità, che non pensa immediatamente alle parole tentazione, o diavolo o peggio, Satana?

Questa è la nostra cultura, c’è niente da fare. Come dire che Conoscenza = Male = Satana, giusto? Ma se poi viviamo tempi di continue guerre e prevaricazioni da parte di pochi nei confronti delle moltitudini proprio a causa dell’ignoranza diffusa (perché la paura può essere diffusa solo se alberga l’ignoranza nelle menti delle masse), allora mi chiedo: se la Conoscenza è Male, allora l’Ignoranza, che cos’è?! Chiedo sempre ai viandanti.

E poi ci sono alcune cose nella cattolicissima Italia che lasciano un po’ perplessi, perché si vede che hanno resistito nei secoli e si vede che sono delle eccezioni derivanti da antichi riti pagani; si chiama “Festa dei Serpari” e si tiene il primo maggio di ogni anno in Abruzzo, a Cocullo, in onore di San Domenico. Anziché fare il concerto, a Cocullo si catturano biacchi, biscie dal collare, cervoni e saettoni, tutti animali non velenosi e innocui, ovviamente.

Vengono catturati in natura, lì, nel circondario e sono vivi (no, perché qualcuno paventa ogni tanto che siano finti). E’ una festa candidata a diventare patrimonio dell’UNESCO, tra l’altro. Ma ovviamente qualcuno, dopo centinaia d’anni, si è accorto della cosa e sta mettendo in moto tutto un iter burocratico legale per farla finita con queste pratiche giudicate “pericolose per la biodiversità della zona”.

La statua di San Domenico, IL SANTO CHE PROTEGGE DAI MORSI DI SERPENTE coperta dai serpenti per la festa dei Serpari che sfila nella processione a Cocullo, Abruzzo, Italy

Ora, io posso capire che chi ama gli animali può non essere d’accordo, anche se i serpenti catturati poco prima della festa vengono nutriti e tenuti con cura e poi prontamente liberati alla fine della processione, ma mi chiedo: se in centinaia d’anni la biodiversità della zona non ha risentito di questa pratica, perché si dovrebbe farla finire proprio adesso, visto che fino a ieri non si ravvisava alcun maltrattamento? È una domanda che mi pongo da ignorante; poi ai viandanti le dovute valutazioni, anche alla luce di quanto detto poco sopra.

Insomma, pare che tutto ciò che ha a che fare con questo tipo di simbologia, vada rimosso a tutti i costi, anche se si sa: le tradizioni in alcune terre italiane sono dure a morire e di questo occorre rendere grazie alle dinamiche antropologiche locali che sono fatte di fede, di riti antichi, di danze e musiche tradizionali, di costumi e usi meravigliosi e diversissimi tra loro e però sono anche la spina nel fianco di chi ci vuole tutti uguali e omologati sotto un unico credo e un’unica direzione politica, possibilmente in un numero limitato ed esiguo, così da renderci più controllabili e manipolabili.

Il punto è che nella natura umana esiste una componente che rende ogni singolo individuo unico e irripetibile (e questo è contemplato anche in quel simbolo a doppia elica ravvisabile nel DNA di ognuno di noi) che non è trattenibile, esattamente come accade quando qualcuno vuole catturare e trattenere fra le mani una biscia che non ha nessuna intenzione di farsi prendere. Con questo vorrei dire ai guru dell’omologazione e del globalismo spinto a tutti i costi e con ogni mezzo, che forse hanno fatto già moltissimi danni anche in termini di costi di vite umane, ma hanno comunque già perso in partenza! Ci tenevo solo a farglielo sapere! Con le Leggi e le forze della Natura, non c’è storia; mettetevela via!

GRAZIE DI ❤

30 risposte a “La simbologia del Serpente”

  1. Avatar 𝕬𝖗𝖈𝖆𝖉𝖎𝖔🌀𝕷𝖚𝖒𝖊

    se scrivessi qui tutto quello che avrei da dire ne verrebbe fuori un poderoso tomo. Di base, intanto, bisognerebbe cogliere il distinguo tra archetipo e simbolo. Gli archetipi ce li siam persi per strada insieme all’intelletto, sostituiti dal pensiero speculativo, dalla ragione, e dalle sue rappresentazioni simboliche della realtà. Ergo, il serpente ha assunto nel tempo significati diversi in diversi contesti. Non sempre aderenti all’archetipo, pur però rimanendone in certo grado connessi. Quindi i punti da te toccati sono intuizioni brillanti, ma andrebbero approfonditi ognuno separatamente dagli altri
    ps: tutta l’Asia è permeata di culture in cui il drago/serpente è “buono”
    pss: notare che nell’iconografia l’Arcangelo Michele mica lo ammazza il drago… come mai?
    psss: avevo già in cantiere un post sulla vicenda di Adamo ed Eva, magari ci troverai qualche spunto

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    1. Avatar 𝕬𝖗𝖈𝖆𝖉𝖎𝖔🌀𝕷𝖚𝖒𝖊

      dimenticavo: l’obiettivo dei “mammasantissima” di cui parli è proprio quello di recidere le radici dell’umano genere, di cui le tradizioni sono l’ultimo flebile legame con la nostra primordiale ancestralità spirituale

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      1. Avatar Elena Delle Selve

        Non so se tutti loro ne sono consapevoli, ma se lo sono e lo fanno con cognizione di causa, la cosa diventa oltremodo potentemente fastidiosa, direi. 😉

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      2. Avatar 𝕬𝖗𝖈𝖆𝖉𝖎𝖔🌀𝕷𝖚𝖒𝖊

        tutto è come deve essere… difficile da digerire ma è così

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      3. Avatar Elena Delle Selve

        NON lo so se la nostra spiritualità sia legata solamente a quel flebile legame con la tradizione; se così fosse, visto che la tradizione è praticamente scomparsa, non vi sarebbe nessun risveglio. E invece ti comunico che un risveglio c’è e non ha nulla a che vedere con la tradizione; è innato e spontaneo. Non ha nemmeno nulla a che vedere con le boiate da new age e con le zavorre da sètte religiose. Eppure sta crescendo. Paradossalmente, più sei ignorante in fatto di spiritualità e più sei agevolato in questo tipo di evoluzione, purché si aprano gli occhi su ciò che “va visto”, ovvero sull’intuizione. Occorre un certo sforzo, questo sì, un certo impegno. Credere è dannoso, avere fede è fondamentale.

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      4. Avatar 𝕬𝖗𝖈𝖆𝖉𝖎𝖔🌀𝕷𝖚𝖒𝖊

        sfondi una porta aperta. Comunque solo in pochi c’è un seme e solo in pochissimi germoglia. E spesso quel seme, concordo, è soffocato proprio da mentalismi “spirituali”.

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    2. Avatar Elena Delle Selve

      Ah beh… di sicuro ti vengo a trovare quando lo pubblichi. Oggi ho fatto un giro nel Duomo appena ristrutturato di Trento; ci ero andata spesso, prima, ma non so perché, ultimamente le cose mi si fanno più chiare ogni volta che entro in una chiesa di una certa età. I simboli si ripetono; alcuni li conosco, altri li ho notati ripetersi per la prima volta solo oggi ed è un continuo svelarsi di cose che sono sempre state lì e che non ho mai visto. E chissà, forse leggendo e rileggendo testi antichi, qualcosa mi viene in mente. Non lo so se riesco a prendere ogni intuizione e ponderarla separatamente da tutto il resto; per il momento è in atto questo correlare tutto in un’unica visione che si sta ampliando come non avrei mai pensato potesse avvenire. E’ un momento particolare. 🙂

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  2. Avatar Nico (Max Weber )

    Molto particolare e istruttivo questo tipo approfondimento sul serpente, di tutto quello che hai scritto, mi colpisce il fatto che hai accennato all’oruboru il cui significato può essere rappresentato con il pensiero di Nietzsche che considera il tempo come moto circolare, da qui il suo famoso Eterno ritorno dell’uguale,
    Elena sei bravissima.
    Grazie per questa tua spettacolare disquisizione. 🌹🙏

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      Grazie infinite a te, davvero. L’eterno ritorno dell’uguale non è una lettura molto felice, eppure è veritiera e per come è finita non c’era molto di felice nemmeno nella visione di Nietzsche, forse perché l’ha portata all’esasperazione. Un circolo vizioso può avere questo effetto, se non controllato. Chissà perché l’essere umano si ostina a ripetere sempre gli stessi errori e a crogiolarsi in questo, fino al punto da morirne, anziché farne mera esperienza. Il mio non è un giudizio; è una semplice considerazione; sicuramente ha più meriti chi vive talmente forte da doverne morire, di chi non sente e non sa nemmeno di essere vivo.

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      1. Avatar Nico (Max Weber )

        Forse nel commento sono andato fuori tema, citando Nietzsche, ho voluto porre l’attenzione sul fatto che nonostante la storia si ripeta, continuiamo a commettere gli stessi errori e come hai detto tu, ad una distruzione completa delle certezze accumulate !
        Ciao Elena.

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  3. Avatar Sandro Dandria

    Beh. che lo scopo di chi ha il potere sia quello di cercare di tenere il più possibile gli altri nell’ignoranza è ormai assodato, purtroppo. Sono d’accordo con i tuoi dubbi e le osservazioni che fai, temi però che quelli che tu chiami i guru dell’omologazione e del globalismo abbiano fatto ormai danni quasi irreparabili. Il concetto che ormai funzioniamo solo se consumiamo, ad esempio, è praticamente imperante.

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      Ma io, Sandro, funziono anche se non consumo; tu no?

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      1. Avatar Sandro Dandria

        Cerco di farlo il meno possibile ma non è facile stare sempre all’erta….. comunque ci si prova e questo è già importante.

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      2. Avatar Elena Delle Selve

        Hm… sarà che i boschi e il reddito inesistente aiutano, ma a me viene facile. 😀 IN realtà mi è sempre venuto facile, anche prima, quando avevo un reddito più alto. L’unica spesa esosa è sempre stata quella per i libri cartacei, ai quali non ho mai saputo rinunciare. Per il resto, so fare una vita decisamente parca, senza per questo rinunciare a quello che mi piace. 🙂 E non lo trovo difficile; lo trovo liberatorio.

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  4. Avatar Sandro Dandria

    Temo (errore di battitura).

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  5. Avatar Sandro Dandria

    Te l’ho scritto tempo fa che sei una persona interessante e non posso che confermarlo.

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      Ti ringrazio per il complimento; l’impressione, neanche a dirlo, è reciproca. 🙂

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  6. Avatar kagould17

    Nature is amazing and man’s interpretation and attempts to control it can be strange. From a young age, we are taught to fear snakes and so we do. They are not cute and cuddly, like a bunny but they do serve a purpose in nature. Allan

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      And That’s exactly right, Allan; even what we fear most and that most disgusts us is part of Nature and in a certain sense is also part of ourselves. Although sometimes we don’t like the idea. 🙂 Yet, if we can control these fears through knowledge, they can become our strength.

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  7. Avatar coulelavie

    Alan Moore, uno dei più grandi scrittori di fumetti e non che conosca, avrebbe molto da aggiungere alle tue riflessioni sul serpente e la sua simbologia, anche perché lui si è creato una specie di dio serpente da adorare (detto così sembra uno scemo totale, ma ti assicuro che non è così).
    Ho cercato qualche articolo a proposito ma non l’ho trovato. Probabilmente avevo appreso queste cose da un articolo di una sua rivista indipendente underground che ho letto. Se rintraccio altri riferimenti te li giro.

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      Sono in attesa e curiosa di avere altri riferimenti. Grazie. 🙂

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      1. Avatar coulelavie

        Sicuramente avevo letto quelle nozioni sul grande serpente in questa rivista (vedi link sotto), che posseggo però nella casa dove sono cresciuto, e non ho qui sotto mano. Dunque non ti saprei indicare il numero esatto in cui se ne parla.
        A ogni modo, se ti capita a tiro anche solo un numero di essa, io ti consiglio di leggerlo, perché ci sono un mucchio di altre considerazioni che solitamente non si trovano nei libri culturali mainstream. 😉
        https://fumettologica.it/2013/11/going-underground-alan-moore/

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  8. Avatar vikibaum

    nei miei monti, ancora oggi, chi sogna serpenti vede la propria morte. Io li amo, per i boschi ne incontro parecchi , vipere comprese e guai a chi li uccide davanti a me. sono affascinata da quelli mortali per il loro veleno, tipo il serp corallo, di recente al terrario di Genova ho trascorso 1 ora a contemplarne uno….ciao elena, salutissimi

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      E’ il fascino di ciò che è in noi e che nel rettile riconosciamo; è lo specchio della nostra parte più pericolosa e nascosta e che nel tempo è stata talmente demonizzata da non permetterci più di saperla usare come andrebbe fatto. E’ ciò che ci ricollega alla terra in modo diretto. Osservarli e toccarli in sicurezza ci può dare la consapevolezza che non sono poi così distanti da noi; sono un simbolo di forza e di potenza interiore che per anni ci è stato negato, terrorizzandoci e rendendoci incapaci di saperlo riconoscere.

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      1. Avatar vikibaum

        perfetto elena è proprio così….ci intendiamo e diciamo che la chiesa cattolica con la storia del serpente ha fatto molto…

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      2. Avatar Elena Delle Selve

        Penso che visti i livelli ai quali siamo oggi in generale, molto pochi sono in grado di riconoscere e controllare certe forze. E non è un caso se vige la regola della deresponsabilizzazione annessa alla lamentela; tipiche di un popolo bambino che ha sempre bisogno di qualcuno che pensi e decida per lui. Finché siam messi così, la vedo dura che si sappia prendere in mano le proprie vite al punto tale da saper riconoscere e gestire con la responsabilità dovuta le capacità che ognuno ha.

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      3. Avatar vikibaum

        deresponsabilizzazione già è qui che hanno agito e agiscono ancor di più oggi religioni e politiche

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      4. Avatar Elena Delle Selve

        “Loro” non esistono, se noi non li creiamo, se noi non li lasciamo fare. Siamo noi che lasciamo che tutto accada. La responsabilità è nostra, di ognuno di noi. Se nessuno si oppone, “loro” fanno esattamente quello che gli è permesso fare. Noi abbiamo il vero potere, ma lo lasciamo gestire ad altri e ci limitiamo a lamentarci perché questi altri ci schiavizzano, ci manipolano, ci rendono degli zombie. Ma la responsabilità delle nostre esistenze, è nostra e solo nostra.

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      5. Avatar vikibaum

        exacto, solo che esiste una maggioranza ” così” e una minoranza che non segue i pifferai, per sua enorme fortuna.

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  9. Avatar Elena Delle Selve

    Siamo noi che permettiamo che loro agiscano. E’ questa la nostra deresponsabilizzazione, l’abitudine alla delega…

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