Metamorfosi di Ovidio – 4

CONCILIO DIVINO – LICAONE – DILUVIO


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Questa è la parte dove Ovidio racconta quanto Giove si indigna per quello che accade sulla Terra; vi ricordate no? …di quando nella puntata precedente si parlava delle quattro Età del Mondo e, ad un certo punto, siamo arrivati a descrivere l’Età del Ferro?! Ecco, sì, quella stessa età nella quale pare che viviamo tutti noi or ora, chiamata anche Kaly Yuga e che dal punto di vista del comportamento umano non è proprio il massimo della correttezza, della benevolenza e della rettitudine. 🙂

Ebbene, Ovidio racconta che quando Giove vide tutto ciò che gli uomini stavano combinando, si incazzò di brutto. È un po’ come se oggi gli dei ci osservassero e cominciassero un po’ a fremere di indignazione e meditare vendetta per tutto il casino che stiamo combinando (mafia, corruzione, collusione, violenza, traffico d’armi, traffico di esseri umani e via discorrendo…) Perché noi forse ce ne dimentichiamo, ma stando agli antichi testi, pare che gli dei da lassù ci tengano d’occhio. Ultimamente, sarà qualche secolo che non ci pensiamo per nulla, agli dei, e non so se sono molto contenti anche di questo fatto.

Giove 150 d.c. – Louvre

Quindi Giove guardava l’umanità dall’alto dell’Olimpo e come se non bastasse, gli tocca scendere per verificare alcune voci in merito all’operato di un certo Licaone. Bene, dovete sapere che Licaone era il Re degli Arcadi, ma non era propriamente uno stinco di santo, tutt’altro. Il mito lo vuole padre di 50 figli e di 2 figlie… era uno che preferiva concepire fiocchi azzurri, insomma. Ma il motivo per il quale Giove lo trasformò in un lupo, stando al racconto di Ovidio, non era certo questo, bensì il fatto che un giorno, Licaone gli offrì carne umana in occasione di un banchetto; questo al padre degli dei non andò proprio giù e così lo punì a dovere, mutandolo in bestia.

Giove trasforma Licaone in un Lupo – Incisione di Hendrick Goltzius

Ora, per chi non lo sapesse, fra le ipotesi sulla nuova alimentazione dedita a far fronte alla crisi mondiale creata dalla tanto paventata sovra – popolazione mondiale, oltre all’alimentazione con succulenti e gustosi insetti gonfi di ottime proteine, c’è anche quella di mettere sul tavolo l’ipotesi di nutrirsi di carne umana; come? Non ne avete mai sentito parlare?! Ma allora non siete dei veri complottisti, attenti alle regole del Nuovo Ordine Mondiale! Ma fa niente; fatto sta che oltre a pubblicizzare delle succulente bevande a base di sangue umano, come va tanto di moda oggi fra i divi di Hollywood, si cerca anche di far passare come ovvia e normale, l’ipotesi di nutrirsi di carne umana, visto che quella sintetica pare che non piaccia a nessuno.

Immagine dal Film Nosferatu – Il vampiro 1922

Come prima cosa, per far sì che una certa pratica venga accettata, si comincia a parlarne, aprendo così una finestra di Overton, ovvero una “possibilità” che altrimenti sarebbe stata scartata a priori da qualsiasi mente umana sana. E come lo si fa? Ma attraverso il cinema, la televisione, i romanzi, i mezzi di comunicazione in generale, no? Ecco, in merito a questo argomento, si sta facendo proprio questo e adesso. Le persone cominciano così a “prendere confidenza” con l’argomento e quando sarà il momento di proporlo come pratica effettiva, le persone saranno pronte ad accettarla. Come dire che i miti si ripetono; in fin dei conti, mica siamo nell’età del Ferro per nulla, no? Ma Ovidio ci ricorda anche che Giove… beh, ci osserva e che non è propriamente benevolo con chi pratica queste schifezze! 😉

Di Hannibal Lecter, in fin dei conti si parla da 30 anni…

Licaone viene tramutato in lupo, divenendo così metà uomo e metà bestia e nasce il mito del licantropo. Lo inventarono i greci anche questo, a quanto pare. Ma Giove non si fermò a questo; decide di convocare tutti gli altri dèi per metterli al corrente della sua decisione di spazzare via dalla faccia della Terra il genere umano. Giove comunica ufficialmente che ne ha piene le scatole di tutta quella feccia che aveva visto durante la sua visita sulla Terra (per chi si fosse perso la puntata precedente, la trovate nel Post Ovidio e le Metamorfosi – 3) e non ne può proprio più. Il concilio divino approva la decisione di Giove, seppure si chiedono tutti come sarà la terra senza gli umani che mettono incensi nei templi e pregano gli dei (gli dei allora non sapevano che oggi, gli umani, nemmeno avrebbero più saputo i loro singoli nomi).

Raffaello – Concilio degli dei – Villa Farnesina – Roma

Allora Giove li rassicura e dice loro che non si preoccupino, perché dopo aver spazzato via quella stirpe scellerata, la sostituirà con una più degna. Giove comincia così a ragionare sul modo più efficace per levare di mezzo la specie umana; pensa prima all’utilizzo del fuoco, mediante le armi che gli sono proprie, ovvero i fulmini, ma poi ci ripensa, temendo di incendiare l’etere e l’Olimpo, sede della stirpe divina. Decide allora per l’utilizzo dell’acqua che avrebbe distrutto il genere umano con un immenso diluvio.

Efesto (Vulcano) forgia il fulmine di Zeus (Giove)

I venti conosciuti nella mitologia greca sono 4: Bora, Zefiro, Euro e Noto. Ovidio ci racconta che Giove rinchiude i primi tre, in modo che non disperdano le nubi e libera Noto, il vento umido che arriva dal Sud e porta le piogge; così, racconta Ovidio “echeggia un gran tuono e una fitta pioggia scroscia giù dal cielo”. Ma Giove chiama anche suo fratello Nettuno, il dio dei mari ed anch’egli contribuisce a sommergere la terra, affinché l’acqua sovrasti anche le più alte montagne. E accade il disastro irreparabile; tutto viene sommerso dalla acque e l’umanità tutta viene spazzata via; quei pochi che si salvano dal diluvio, periranno di fame. E così, la giustizia secondo il volere di Giove, viene fatta.

Foto dal web – l’Arca di Noè

Descritto nella Bibbia, il Diluvio Universale con la storia di Noè incaricato di salvare le specie animali, lo abbiamo sentito raccontare più o meno tutti: Genesi cap. 7versetti 17-24

17 Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l’arca che si innalzò sulla terra. 18 Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque. 19 Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo. 20 Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto. 21 Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini. 22 Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta morì. 23 Così fu sterminato ogni essere che era sulla terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell’arca. 24 Le acque restarono alte sopra la terra centocinquanta giorni.

E’ curioso come i testi antichi si ripetano in parallelo con varianti interessanti, ma con un filo conduttore univoco. Ora, ci sono due modi di interpretare questo tipo di scritti: 1.alla lettera, aspettandosi cataclismi reali; 2.in senso metafisico, cercando di comprendere il significato profondo che vogliono trasmettere a chi li legge (se c’è ancora qualcuno che li legge).Io non ho ancora deciso quale dei due modi voglio adottare.

Ogni tanto, vedendo il sudiciume e lo schifo umano, auspico una pulizia concreta, definitiva, irreparabile ed epurativa; un bel diluvio e fine della storia!! Poi mi dico che forse qualche cosa si potrebbe anche salvare e allora opto per una lettura metafisica, come dire che il diluvio è una metafora di una selezione che avviene spontaneamente fra gli uomini; alcuni rimarranno a un livello sottomarino, dove i sensi sono limitati dalla presenza dell’acqua; l’udito, la vista, il gusto, il tatto… quando siamo sott’acqua sono notevolmente limitati dall’elemento, no? Non vediamo, non sentiamo, non percepiamo con la completa efficienza dei nostri sensi, mentre se siamo fuori dall’acqua, i sensi sono più vividi e ci consentono di vivere in modo più diretto, presente e pieno. Siamo più presenti e consapevoli, insomma.

A proposito di metamorfosi, prendiamo esempio dalle farfalle e qui un esempio di come può avvenire una “speciazione”.

E lasciamo perdere se sott’acqua non respiriamo… che in quest’ottica preferisco pensare che questo è un dettaglio, perché se ci ragiono su, mi viene da dire che essere sommersi dalle acque equivale ad essere come degli zombie senza coscienza. 😀 😀 Ecco, mi figuro questa cosa, questa sorta di “divisione” fra chi rimane sott’acqua e non sa vedere e non sa capire, perché limitato dalla sua propria condizione, e chi invece emerge e può vivere appieno una vita diversa. Poi, chissà, magari fra un po’ comincia a piovere e gli dei smentiranno la mia teoria metafisica… che ne so?!

9 risposte a “Metamorfosi di Ovidio – 4”

  1. Avatar Sandro Dandria

    Grazie Elena per farci riscoprire (o scoprire ex novo) questi classici. Le similitudini tra le varie culture sono davvero impressionanti. L’unica cosa che mi dispiace è che a me i licaoni sono sempre piaciuti tantissimo con quelle orecchie tremende e mi hanno sempre fatto tenerezza(ciò non toglie che il Licaone di cui qui si narra sia veramente un essere riprovevole) . Giove invece mi è sempre stato un pò antipatico con le sue caratteristiche tremendamente umane ma con un potere smisurato.

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      Pure a me i licaoni piacciono un sacco, così come mi piacciono un sacco i lupi; ma qui mi sa che si parla di una componente oscura dell’animo umano… sai, no? A livello archetipale, il licaone è un simbolo e non si parla esattamente dell’animale, ma di ciò che quell’animale rappresenta se trasposto nell’animo umano. E’ una metafora un simbolo. Dante disse: fatti non foste per viver come “bruti”… ecco, quel “bruti” può significare tutto; può significare la brutalità delle forze primigenie dei giganti o delle forze incontrollate della Natura, o può significare le forze che ognuno ha nel proprio inconscio e che se non gestite con consapevolezza possono essere distruttive, feroci e pericolose quanto i Titani della prima Cosmogonia. I poeti, gli antichi, non hanno fatto altro che avvertirci di ogni singolo aspetto di noi stessi, in modo da avere uno specchio nel quale poterci guardare, attraverso i racconti, senza che questo ci atterrisca in modo tale da farci scappare a gambe levate, o in extremis, impazzire. Tutti i racconti antichi hanno questo scopo e non andrebbero mai presi alla lettera, ma vanno “interpretati” per il messaggio recondito e profondo che riescono a darci. A questo servono gli dei; a capire chi siamo. Il “conosci te stesso” dell’oracolo passa da qui. Questo vale anche per le fiabe. Tutti questi testi hanno diversi livelli di lettura e ad ognuno arriva il livello di interpretazione al quale è pronto a fare fronte. E non è saggio voler andare oltre al livello che si percepisce da soli, perché a volte non siamo pronti. Certo è che più si leggono fiabe e testi antichi, e più si medita su questi testi e più arriviamo a conoscerci… anche in quegli aspetti che ci portiamo dentro e che non ci piace vedere. Questi scritti ci permettono di farlo con il giusto equilibrio, gradualmente. E se una cosa, un personaggio, ci infastidisce particolarmente, beh, quella è la parte più interessante che dovremmo sondare meglio, perché ci rimanda a qualche cosa di noi che in essa si rispecchia. E personalmente trovo tutto questo immensamente affascinante. La mitologia, di qualunque parte del mondo si tratti, è un pozzo infinito di conoscenza, ma si tratta di una conoscenza introspettiva, intima e profonda. ❤ Niente a che vedere con le sedute dall’analista; questa è roba molto, molto ,molto più potente. 😀 E’ che la gente non lo sa… non tutti, non ancora. Ed è strano, perché son secoli che li abbiamo a disposizione questi testi. 😀

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      1. Avatar Sandro Dandria

        Si, la mia sui licaoni era una battuta per stemperare un po’. Il problema è che spesso si guardano le cose senza osservarle veramente, si leggono le cose senza capirle, si incontrano persone senza conoscerle. I classici, i miti ci avvisano da secoli ma come non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire , non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.

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      2. Avatar Elena Delle Selve

        Mi spiace, Sandro, se sono così categorica, anche nelle risposte; il punto è che non c’è molto tempo per il politicamente corretto e purtroppo non c’è più molto tempo nemmeno per “alleggerire” con sacrosanta ironia. Le cose che ti ho detto qui, io so che tu le conosci perfettamente, perché questo vale anche per la Musica; “saper ascoltare” non è da tutti, ma tutti ci possono arrivare. Urge, ora più che mai, mettere quante più persone possibili nelle condizioni di poterlo fare, perché non so se ci rendiamo conto, ma tutto sta accelerando e se la consapevolezza non aumenta, si va verso una fine non propriamente allegra, per i non consapevoli (e questo è scontato), ma anche per chi un po’ più di consapevolezza nel tempo l’ha acquisita. Non so se ci si rende conto dell’urgenza. Qualcuno sta decidendo se spazzarci via o no e questa volta mi sa che se decidono per il sì, non c’è ritorno. E gli antichi, questo, ce l’hanno detto e ridetto in mille salse. In passato ci si è forse salvati (qualcuno dice di no, che tutto è già accaduto più volte, perché pare che siamo duri a capire), ma perché un po’ di Conoscenza ce l’avevano tutti, soprattutto in termini spirituali, ma oggi, mi darai atto, non vedo molta consapevolezza in tal senso. No davvero. Nemmeno in merito al fatto che stiamo rischiando più di quel che ci raccontano. Quindi, prima ci si rende conto, prima ci si sveglia in tanti, in un numero più elevato possibile, e meglio è per tutti, anche per quelli che continuano a dormire. Per questo ti sembrerò forse un po’ noiosa e seriosa. E’ che vista la situazione, mi vien poco da ridere, ecco. 😀 Ma ogni tanto una risata me la faccio lo stesso, perché anche chi non sa sorridere, soccombe; questa è una legge. 😀 😀 😀 Ma è faticoso, molto.

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      3. Avatar Sandro Dandria

        Sono completamente d’accordo con te e, ti sembrerà strano, ma ho appena detto peste e corna del politicamente corretto nell’ambito più ristretto rispetto al tuo, della musica, nella mia ultima mollica. Come ti ho già detto l’arma più potente che abbiamo è l’esempio. È una delle poche cose che può aiutare che ci sta intorno ad essere più consapevoli.

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      4. Avatar Elena Delle Selve

        Sto ascoltando adesso e ho già buttato giù un pezzo di commento a tal proposito nel mentre… e sì, penso che si dica la stessa cosa, su fronti diversi. E’ così che si vincono le guerre, con l’esempio. 😉

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      5. Avatar Elena Delle Selve

        Se permetti riposterei il tuo post “NO Surprises” su un sito di amici che, confido, apprezzerebbero moltissimo. Col tuo permesso.

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  2. Avatar Sandro Dandria

    Assolutamente si. Non c’è assolutamente problema anzi, mi fa molto piacere visto che lo scopo è proprio questo.

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