Oggi sono partita così…

Sarà che io le festa di Halloween proprio non la sento e mi piace dedicarmi a cose altre; spero che nessuno me ne voglia per questo. 😉

24 risposte a “Oggi sono partita così…”

    • Penso, con rispetto parlando per chi vive questa festa in piena buona fede, che ci sia qualche cosa di “insano” nella celebrazione tanto “scanzonata e goliardica” di un aspetto della vita umana che richiederebbe il massimo rispetto, ovvero il trapasso, la Morte. In coscienza lo trovo del tutto fuori luogo e non riesco a sentirmi coinvolta; forse perché ritengo non sia il caso di farsi coinvolgere. 😉 Sicuramente chi difende questa festa chiama in ballo la necessità di esorcizzare, di rendere meno “pesante” l’idea della Morte, ma no, anche questo ragionamento non riesce a farmi andare oltre alla concreta sensazione che ci sia qualche cosa di eccessivo, malsano e volutamente dissacrante in ballo. La Morte, come la Vita, per me sono cose sacre e trovo ci sia modo e modo di celebrarle. Con ste cose bisognerebbe imparare a non scherzare troppo. IN passato si facevano dei riti dedicati, per quelli che richiamano in difesa di questa festa gli antichi riti celti e pagani, ma anche lì, il modo in cui venivano celebrati questi riti erano molto rispettosi del senso profondo e intrinseco che avevano. Oggi è diventato qualcosa di blasfemo e non aggiungo altro. Qualcuno mi reputerà “vecchia, bigotta e fuori tempo”, Marcello, ma pazienza. Io da ste cose non mi schiodo. 😀

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      • Grazie di questa tua risposta articolata e profonda che condivido in pieno, Elena 🌹
        Io sono siciliano, cresciuto con la “festa dei morti”: i genitori facevano trovare i giocattoli come doni portati, durante la notte, dai morti, normalmente i nonni defunti, che in quel modo manifestavano il loro affetto per i nipotini. Era una festa solo dei bambini. E non si festeggiava neppure la befana.
        Oggi tutto è stato dissacrato dal consumismo. Anche le feste religiose e cattoliche. Tuttavia questa in particolare di halloween si è trasformata da sempre in una carnevalata a cui gli adulti partecipano molto volentieri. Ma non credo assolutamente che lo facciano per esorcizzare nulla. Lo fanno esclusivamente per divertirsi senza minimamente pensare alle origini storiche o a qualsiasi altra implicanza pseudo – mistica. Nemmeno io, che ho nipoti in Inghilterra e che celebrano questa carnevalata e che ho amici blogger, anch’essi fanatici, mi schiodo da questa idea. Sono anch’io fuori tempo? Forse. Ma credo di capire e denunciare quel che mi sembra andare contro la natura dell’essere umano.

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      • Capisco perfettamente quello che intendi, Marcello e conosco la festa dei morti che si celebra in Sicilia; tempo fa un tuo conterraneo me ne ha parlato con una certa commozione nella voce ed un lieve senso di nostalgia. Dalle mie parti si usava dire il rosario per tutta la settimana prima, fino al giorno dei morti, alla sera, tutti riuniti attorno un tavolone dove nel frattempo si sbucciavano le castagne. E una volta finito il rosario, si mangiavano le castagne e per gli adulti il vino caldo. Era di rito raccontare di persone che non c’erano più e che facevano parte della famiglia o del paese; ognuno raccontava la sua storia, in base alle sue memorie personali. Era un modo per ricordarli, anche per sorridere, ma sempre con estremo rispetto. La chiesetta che ho postato poco sopra è stata costruita dagli alpini di Trento; si trova sul Vezzena, a confine fra il Veneto e il Trentino, sugli altipiani. IN quel punto sono morti moltissimi giovani, quasi dei ragazzini; sono morti senza nemmeno sapere il perché, spesso dopo mesi immersi nel fango delle trincee durante la guerra di posizione, che era massacrante e non risparmiava nessuno. Ecco, per me, ogni volta che passo da quelle parti, o che camminando in montagna mi ritrovo con i piedi in una di quelle trincee, viene spontaneo un profondo senso di rispetto per quelle anime morte troppo presto e nei modi più atroci. Per me questo è il significato del giorno dei morti; preservarne la memoria con rispetto, in modo che venga reso loro un dovuto tributo in termini di preghiera e silenzio e che non si ripetano scempi analoghi. C’è chi prega per loro, e trovo non faccia mai male e c’è chi si limita a pensarli, ma il modo in cui questo viene fatto, fa la differenza fra ciò che possiamo essere; ovvero umani, o burattini incoscienti che si dileggiano a dissacrare quanto di più sacro esiste nelle nostre esistenze. La cosa più triste è che, soprattutto fr4a le nuove generazioni, tutto questo viene fatto inconsapevolmente, senza rendersene conto. L’inconsapevolezza è il vero male del nostro tempo, oltre all’ignoranza con la quale va sempre a braccetto.

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      • Sì, Elena 🌹. Ricordare chi non c’è più e che come nel caso che mi hai appena ricordato, ha dato la vita per noi, anche se costretto anche se inconsapevole, è un atto di coscienza che occorre avere ben presente.
        Buona serata e grazie di questo profondo scambio di memorie e di opinioni che vengono dalle ideologie che ciascuno di noi nutre nel proprio cuore 🙏

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  1. Ci sta, ma dipende molto dal “come” lo “festeggi”. Per me il giorno dei morti è una ricorrenza da dedicare con il massimo rispetto ai defunti, mentre la festa di ognissanti è una ricorrenza da dedicare con il massimo rispetto ai santi, anche se ai santi non ci credi. Punto. Ma non sto certo qui a giudicare chi fa scelte diverse; per me chiunque può fare qualunque cosa, (compreso giocare con la morte iniettandosi un siero mortale, se crede), ma di mio non partecipo all’atteggiamento goliardico e canzonatorio condensato nella formula “dolcetto o scherzetto”, ecco… che con la Morte è proprio meglio non scherzare per niente. Lo sapevano gli antichi, che veneravano il dio della morte e lo temevano con le dovute accortezze; lo sapevano i popoli di tutto il mondo, che alla morte dedicano dei riti intrisi di reverenza e timore, escluso il popolo americano che della morte hanno fatto il loro baluardo per eccellenza, fomentando guerre a cadenza regolare per sostenere un sistema economico predatorio e io no, non me la sento di partecipare.

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  2. Ho visto scaffali svuotati da mandrie di gente che vuole festeggiare qualcosa, non importa cosa. Uno smercio assurdo di cose cadaveriche ma considerate allegre. Boh. Io non capisco. Da noi al Sud la festa dei morti era una cosa ben diversa ma l’America ha vinto pure questa guerra e ha portato le zucche e gli scheletri in ogni casa. Mah…. Io non mi son fatta incantare 😁

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    • Buon per te!! Ricordati bene le sensazioni che provavi quando eri bambina in questo periodo, se ti va, perché mi sa che sono quelle da preservare e possibilmente, non perdere. Finché c’è gente che si rifiuta di prestarsi, non hanno vinto proprio una benemerita, ne rimanesse anche uno solo che non si allinea con consapevolezza, il gioco è ancora aperto!!!

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      • La mia nonna riempiva una cesta coi melograni, le castagne, mandorle, frutta secca, qualche caramella e carbone zuccherino. La mia nonna parterna era quella che mi faceva bere il brodo amaro di cicoria e cardi. Lei era magica. Speciale. Una sosia della Blavatsky. Davvero, le somigliava. Ma non faceva discorsi strani filosofici, semplicemente mi percepiva, ed io percepivo lei. Il giorno dei morti era una festa di riflessione, di legame con la natura e i suoi frutti. La mia nonna era un’orfana, che era pure stata maltrattata dalla sua matrigna eppure non serbava rancore per nessuno. Aveva un suo odore personale che riconoscerei tra mille. L’ho sognata più volte vestita di fiori veri.

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      • Che meraviglia di ricordi, hai!! Hai avuto una nonna speciale, sei fortunata. 🙂 Anche le nonne della mia famiglia erano “particolari”… e capisco cosa intendi. Il brodo di cicoria e cardi è potentissimo come depurativo del fegato e del sangue in generale!! La sapeva lunga, tua nonna. Le donne di una volta cresciute in campagna erano tutte un po’ magiche, perché la Natura inevitabilmente ti trasforma a sua immagine, se ci vivi a stretto contatto. I sogni come quelli che fai tu sono forieri di grande benevolenza e amore. Deve esserci davvero un legame potente. E per inciso, il melograno è il simbolo della conoscenza (quella più segreta) per eccellenza. 😉

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  3. Letti i commenti e le tue considerazioni ti pongo il mio pensiero: credo che tutti rispettino la morte e i loro cari, se non erro il 2 di Novembre (ricorrenza nota) . La morte con Halloween non c’entra assolutamente nulla, perché non ha alcuna attinenza se non quella di rendere il 31 di ottobre un momento di festa poiché è il passaggio dall’estate all’inverno dei popoli celtici. Da lì si sono create delle manifestazioni goliardiche, di allegria che i bigotti cattolici e i disinformati pensano possa intaccare il credo cristiano un po’ come accadde ai tempi delle crociate e della santa inquisizione dove venivano torturate e uccise povere donne solo perché si pensava fossero streghe o anime dannate. Ognuno è libero di festeggiare cosa crede, come crede, e soprattutto imparare a non giudicare gli altri perché talvolta si scade veramente nel ridicolo.

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    • Ovviamente, ognuno è libero… hai detto bene e questo l’ho ribadito più volte. Esistono però delle motivazioni che sono alla base di un festeggiamento come questo e che la maggior parte della gente non conosce; parlo dei risvolti più occulti ed esoterici. La mia presa di posizione non ha nulla a che vedere con il giudizio bigotto, più o meno cattolico e mi spiace se ti sei sentita offesa. La mia presa di posizione ha a che fare con la presenza di energie particolari che proprio in questo periodo (e quest’anno complice anche la luna crescente) si muovono. E questo i celti lo sapevano bene; sono i contemporanei che non lo sanno. Accade ogni anno, ma le persone si informano in modo troppo superficiale in merito a questioni fin troppo bistrattate un po’ da tutte le religioni, non solo da quella cattolica. Il non sapere è la base fondante di chi manipola e fa sempre comodo. I movimenti neopagani a volte non dicono tutto, ma si limitano a condannare, giustamente, l’operato degli inquisitori del passato, che però in questo caso non hanno nulla a che vedere con il discorso che ti sto facendo io. Anche questa è una manipolazione. La mia non è disinformazione, credimi; sono anni che studio questi aspetti e semmai è piena consapevolezza. Non si gioca con questo tipo di forze; non c’è nulla di allegro e goliardico nei risvolti occulti di una festa che viene venduta come un’allegra mascherata di scheletri e zombie, ma che porta con se simbologie tutt’altro che allegre e rasserenanti. Per essere liberi occorre conoscere e per conoscere non basta affidarsi a una narrazione superficiale che marcia sulla condanna del bigottismo e delle prese di posizione religiose. La spinta a un certo tipo di festeggiamenti in questo particolare giorno è voluta da ben altre fazioni; ribadisco che è sacrosanto festeggiare una ricorrenza, ma il “modo” in cui viene fatto nel caso in questione è quantomeno sacrilego e poco intelligente, a dir poco, perché attira energie per nulla benevole. E chi promuove tutto questo anche in termini di mercato, lo sa benissimo. Puoi anche non credermi, puoi dirmi che straparlo e io ti direi che sei libera di pensare e di fare come pensi; lo siamo tutti. Eppure, se tu approfondissi la questione al di là delle solite spiegazioni superficiali sull’origine di questa ricorrenza, ti renderesti conto che non sono completamente pazza. 😀 Perché se tu sapessi davvero cosa veramente facevano e come festeggiavano i celti, non mi avresti fatto questo appunto, credimi. 😉 Detto questo, ad ognuno la libertà di dire e di fare ciò che meglio crede, in piena (e consapevole) libertà. Aggiungo anche che il mascherarsi da zombie e scheletri e simili, inevitabilmente richiama il mondo dei trapassati… sono i simboli alla base di questo “festeggiamento” e che vengono messi in campo e “operano” a favore di energie che la gente non conosce più. E in tutto questo il mondo dei morti è al centro della questione, anche se la gente non lo sa. La gente fa questo per divertirsi, in perfetta buona fede, ma ti assicuro che non è sano e non è rispettoso. Non mi spingo oltre, perché occorrerebbe un tomo per spiegare certe cose e non è questo il luogo e il modo adatto. E per inciso, Paola, la tua affermazione gratuita (cito) “e soprattutto imparare a non giudicare gli altri perché talvolta si scade veramente nel ridicolo” è del tutto fuori luogo, perché qui nessuno giudica nessuno.

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      • Non concordo perché il male non sta in una maschera, ma sta nel cuore delle persone. Proprio perché tu studi queste cose dovresti saperlo.

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      • Non hai capito; il male sta ovunque, anche in ognuno di noi, ma c’è chi lo sa manovrare e manipolare a proprio favore e a discapito di tutti gli altri. Prestarsi a questi riti equivale a dare forza a realtà che nessuno oggi conosce più, perché sono state volutamente occultate nel tempo. Chi sa, si tiene ben lontano da queste manifestazioni collettive. Ma per sapere occorre andare a fondo e non accontentarsi delle spiegazioni di superficie, perché anche quelle sono studiate per giustificare qualcosa di ben più osceno di una semplice festa di passaggio stagionale.

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  4. Nemmeno a me è mai piaciuta come ricorrenza, la trovo orribile.
    Ai miei bambini piace vestirsi da mostriciattoli ad Halloween, ma finisce lì. Tutto ciò che ruota intorno a questa specie di festa per me è incomprensibile.

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    • Questa festa non viene capita da chi non si presta e non cede ai condizionamenti mediatici che da qualche anno sono decisamente pressanti nella divulgazione di questa festa. Non fa parte della nostra cultura e questo è un fatto. Riesumare antichi riti celtici, senza sapere che i celti, oltre a svuotare zucche, celebrare il passaggio dal periodo di luce a quello delle tenebre e a rievocare i morti (cosa sconsigliatissima, visto che i morti dovrebbero essere lasciati in pace, o semmai aiutati a trovare pace e non certo disturbati da riti di richiamo), facevano anche sacrifici animali e umani (piccolo particolare che viene SEMPRE omesso nelle narrazioni antropologiche dell’origine della festa). Stranamente si assiste nelle settimane precedenti al 31 ottobre e in particolare nella notte fra il 31 e il 1 novembre, al picco di sparizioni di bambini, donne, gatti e altri animali domestici; spariscono nel nulla e non si sa come. Questi dati si rilevano dalle questure e dai posti di polizia di tutto il mondo, ma ovviamente ci si guarda bene dal divulgarli. Le energie profuse nella celebrazione di questa festa fanno parte del rito. Ed i media sono maestri nel condizionare le masse e nel trascinarle nell’orrido fine ultimo di queste manifestazioni. Ai bambini è meglio fornire motivo di tranquillità, luce e bellezza, che di orrore di paura ne devono subire già abbastanza, specie di questi tempi. ❤

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