PROMOZIONE LETTERARIA

Rettifico il precedente commento al Post; l’autore è Fuga da Polis (Alberto), mentre Evaporata lo ha condiviso. MI scuso con l’autore; mi sono persa un passaggio. Chiedo venia. Rimane ovviamente un gran bel lavoro. Ringrazio Alberto e condivido!”

2010: Fuga da Polis

Nell’ ottica social-collaborativa che guida da sempre le pagine e le vicissitudini del presente Blog, pensavo l’altro giorno che (comealsolitoèunmiopensieroecomealsolitomancoadirloèovviochepoifateunpo’tutticomecazzovipareecimancherebbepure) sarebbe carino conoscerci un po’ meglio. Uno dei modi, che coinvolge per il momento solo quelli fra noi che hanno in qualche modo pubblicato le loro opere (o la loro opera) potrebbe essere quello di acquistare uno o più dei loro libri. E poi di leggerli, ovviamente, se no che cazzo li comprate a fare ?

Pensavo pure (e se non ci pensavo mi ci avrebbe fatto pensare Elena delle Selve) che non tutti siamo a conoscenza dei lavori di tutti gli altri, quindi faccio uno sforzettino di memoria e vedo di tirare giù un elenco in modo che abbiamo un quadro più o meno completo e poi possiamo muoverci come meglio crediamo.

Vi prego sin d’ ora (nell’ improbabile ma sempre possibile caso in…

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24 risposte a “PROMOZIONE LETTERARIA”

  1. Prima di arrivare a una casa editrice in questo paese, penso che se ne debbano fare di auto pubblicazioni… molte, moltissime. E per la maggior parte non ci si arriva mai. Ne va della qualità del prodotto, ovviamente, perché spesso un’auto pubblicazione non è curata, perché non fatta da professionisti, ma è l’unico modo gratuito di pubblicare un libro e a volte poi, si impara a fare sempre meglio e anche la qualità arriva a migliorare. Impaginazione, correzione del testo, copertina… son tutte cose che farebbe la casa editrice se ce ne fosse una. Si impara a far da soli…

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    • C’è un elemento non irrilevante che riguarda le possibilità e la buona sorte che ognuno di noi ha. Le case editrici spesso hanno limiti, sono a pagamento. Io scrivo libri e non a pagamento, cioè c’è chi me li pubblica, e non ho mai pagato, nemmeno però mi ci sono arricchito. È vero però che io non ho bisogno di questo, ho un lavoro che mi consente di sbarcare il lunario. Trovo profondamente ingiusto che ci siano persone che potrebbero avere altra sorte che non possono vivere dei loro lavori. E dunque solidarizzo con te e con chiunque ci provi perché credo se lo meritino.

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      • Ti ringrazio e rincuora il fatto che c’è chi sa capire. In realtà per qualcuno è una professione questa; si chiama selfpublisghing e qualcuno ci fa i soldi. Per essere un vero selfpublisher devi delegare la scrittura, la copertina, la traduzione in altre lingue, la correzione, l’impaginazione a dei professionisti. Li paghi e loro ti fanno il lavoro, spesso in brevissimo tempo e per pochi soldi. Esistono piattaforme che offrono questo tipo di figure professionali. IN America ci sono anche i professionisti delle recensioni, ovvero gente che si fa pagare per recensire un prodotto e farlo salire nei logaritmi di Amazon e renderlo più visibile. Non è corretto, ma viene fatto. Guadagni sulla ricerca delle keyword che ti fanno salire il libro negli algoritmi di Amazon. Il selfpublisher fa solo ricerca keyword; il resto lo delega. Se ha online diversi libri che vendono, ci campa e qualcuno ci campa anche molto bene. Ma questi sì che non sono libri di qualità; sono spesso dei manuali su argomenti che vanno per la maggiore; il settore si chiama non fiction. Gli americano vanno pazzi per questi manuali. Scritti come delle tesine, riportano dati e concetti presi da altri, spesso non verificati, ma non fa ninete; il bacino di lettori che apprezza queste cose non va tanto per il sottile e soprattutto è una massa immensa di persone. Si guadagna sui numeri, non sulla qualità. E’ un mestiere, ma non ha nulla di etico, edificante e costruttivo, se non il reddito di chi se ne occupa. IN tempo di crisi, molti si stanno trasferendo su questi settori. Un lavoro che puoi fare online, se sei bravo hai buone probabilità di guadagnare e nessuno ti dice niente. Paghi le tasse in base al paese in cui risiedi, quindi se ti prendi la residenza all’estero, puoi lavorare dall’Italia, pagando le tasse alla Svizzera, per fare un esempio. Ed i proventi sono ben più altri di quelli che ti darebbe una qualsiasi casa editrice (se non sbaglio sul 3-5 %, mentre con questi lavori le royalty vanno dal 35 al 70 % sulle vendite, se non sbaglio) Fatti un po’ di conti…

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      • Nel mio caso, ovviamente, visto che sono una testa dura e non amo la vita facile, non me la sento di produrre libri senza metterci alcun impegno; ce la metto tutta, con i limiti che mi sono propri e con il fine di scrivere qualcosa di buono, che sia utile e al servizio degli altri, soprattutto. Non importa se non viene capito. E’ un dovere provarci. Utilizzo un mezzo costruito per fare tutt’altro, perché non ho altri mezzi. E vado avanti, finché posso. Per me l’oggetto libro ha qualcosa di sacro; scrivere tanto per scrivere mi sembrerebbe un sacrilegio e una presa in giro di chi poi lo compra. Non ha senso. Ci metto molto più tempo e devo fare le cose da sola, ma anche questo dà valore, secondo me. Certo non dà da vivere, ma questo è un dettaglio; morirò povera ma felice 😀 😀 😀

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  2. Io non ho mai pubblicizzato nessuno dei miei libri, non lo faccio e non lo chiedo a nessuno perchè credo che un blog non serva a questo. Io di solito ci discuto e non mi piace pubblicizzare nulla. Ogni blog di solito è pieno di di libri, alcuni recensiscono e altri propongono i loro lavori. Ognuno è libero. Infatti io non lo faccio mai.

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    • In questo caso potresti fare un’ eccezione… 😉 Infatti qui sono io che chiedo agli Autori di poter dare visibilità (per quanto piccola, FugaDaPolis non è certo il NYT) alle loro opere. Il mio è un tentativo di “fare rete” fra blogger che sono anche scrittori. Più che un’ operazione commerciale un’ idea di condivisione. Poi, se fa vendere (anche solo fra noi) una copia in più, che male c’è ?
      Il tutto tenendo a mente che io nello specifico non sono uno scrittore e non ho mai pubblicato niente. Il problema mio è che sono un inguaribile lettore… 🙂

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      • Un lettore? Di questi tempi son tutti scrittori. Di lettori ne son rimasti pochi 😁 complimenti😉 Tu cosa ne pensi dei libri che non sono scritti dagli autori ma dai ghostwriters? Avevo trattato questo tema anni fa ma credo che lo riprenderò.

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      • Ne ho parlato poco sopra con Giò… io non giudico chi fa business con il selfpublishing. C’è gente che ci vive e de sti tempi, non so se ci rendiamo conto, non è il caso di andare troppo per il sottile. La gente si compra e si legge i libri che si merita. E chi scrive lo fa secondo coscienza; c’è chi sceglie una logica di mero guadagno a discapito della qualità e poi c’è chi lo fa secondo coscienza. Chi compra e legge lo fa scegliendo a sua volta. Alla fin fine, ogni scrittore ha i lettori che si merita, nel bene e nel male. Si possono usare strumenti costruiti con l’unico scopo di fare business per fare ben altro; oppure si possono ignorare tali strumenti per questioni etiche e di principio e precludersi la possibilità di fare ciò che altrimenti alla maggior parte di chi scrive è precluso. Ad oggi, finché qualcuno non provvede a limitare potentemente anche chi fa qualità, (ci arriveranno, troveranno il modo) il mercato è aperto a tutti; anche a chi vuole fare qualcosa di costruttivo ed etico. E a mio avviso occorre approfittarne finché si può. Le opportunità a mio avviso vanno colte e gestite secondo coscienza. Tutti gli strumenti mediatici possono essere usati come armi potenti; poi sta a noi decidere per quale fazione si combatte.

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      • Guarda, io ho detto di no alla raccomandazione di Camilleri, ho detto di no a dei grandi editori, per aiutare delle piccole case editrici a non chiudere. Quindi il mio piccolo gesto l’ho fatto. Poi certo, ognuno è libero di scrivere o leggere ciò che vuole. Personalmente sono contraria alle leggi del marketing che valorizza solo certi generi a discapito di altri. Ma certo ognuno fa le sue scelte. Solo che appunto, tra un pò non si potrà più scegliere perchè tanti piccoli editori han chiuso e quei libri non verranno mai letti. Io non sono contraria al selfpublishing, visto che l’ho pure usato all’inizio della mia carriera di scrittrice. Ho solo notato il fatto che tanta gente scrive ma pochi leggono. Lo noto nei siti di scrittura e anche da certe statistiche di vendita di libri.

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      • Concordo con te; il problema è legato al tipo di scuola che si fa nel nostro paese, secondo me. A mio parere non è nemmeno una scuola, tranne che in alcuni casi dove il singolo insegnante può davvero fare la differenza, ma con immane fatica, visto come sono strutturate le materie di insegnamento. La gente non legge perché non viene educata alla lettura, al senso critico, al pensare in modo logico e libero. Al resto ci pensano i prodotti insulsi prodotti dai media e l’abuso di spazzatura che viene incentivata da più fronti fin dalla più tenera età. I risultati sono quelli che vediamo. Non si demorde. Son tempi bui? Vero. Ma è in tempi bui che occorre lavorare per rivedere un po’ di luce. Con tutti i mezzi, con tutto ciò che si ha a disposizione.

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