Musica

51 risposte a “Musica”

      • Penso che scriverei di una nascita, di qualche cosa che è lì da sempre e sta per rivivere; forse scriverei di un germoglio latente, che si prepara a ricevere luce e che nel mentre si nutre della calda terra che lo protegge. Penso che scriverei dello stupore che proverebbe, quando per la prima volta si apre alla leggerezza dell’aria e alla luce del sole. Lo lascerei lì, a provare la vita che in lui c’è sempre stata, ma che ora può sentire che gli scorre dentro. Una storia così. Penso.

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      • 🙂 davvero? Con rispetto parlando per il germoglio, al quale mi sono affezionata mentre lo scrivevo, non pensavo fosse molto forte. 😀 Ma io mi fido di te. Se lo dici tu, forse è forte. 😀 Grazie.

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      • Perché Elena è un nome bellissimo che anche solo fonicamente conduce ad elevarsi. Mi è sempre piaciuto e un mio professore che era un genio della lingua dialettale piacentina mi ha seminato dentro questo amore per come nascono le parole. Si chiamava Ernesto Cremona e ci faceva sempre morire dal redire perché era anticonvenzionale e del tutto fuori da ogni coro politico.

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      • Ernesto sarebbe piaciuto anche a me, allora. Il mio nome mi piace; è anomalo dove vivo io… non lo usano molto. Non lo so i miei da dove lo hanno pescato. Di certo non dalla letteratura greca; non penso la conoscessero. 🙂 Però a me piace. E’ breve e parte con una vocale aperta… Anche la elle mi fa simpatia. Anche i nomi con due enne mi fanno simpatia, ma non chiedermi il perché… 😀 Fosse per me mi chiamerei con la lettera elle e basta. E anche qui, non chiedermi perché. 😀 Ma elle e Elena si somigliano, quindi mi va bene il mio nome. 😀

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      • In ebraico è la Lamed. Potrei parlartene per ore ma non voglio stancarti, ti dico solo che è molto bella anche in ebraico, anzi bellissima, perfino come forma perché è diversa da tutte le altre in quanto esce dallo schema quadrato in cui tutto l’alfabeto ebraico è inserito. Ciao.

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      • IN POSITIVO: 12ª dell’alfabeto ebraico = ל = LAMED Valore numerico 30 (segno della BILANCIA). È il pungolo per i buoi. Il bue pungolato tramite LAMED è propriamente il toro col quale inizia il mondo. Quando comincia il mondo del fare – IOD – la mano – KAF – fa qualcosa e si serve di LAMED, il pungolo. Si è nella necessità di lottare per una mèta ogni volta perfettibile, quasi irraggiungibile. Quando con LAMED c’è l’alleluia, la rinascita LAMED indica che il bue del mondo incomincia a muoversi: il vero moto comincia con sacrificio a essere sperimentato: con LAMED viene corretto e bilanciato l’ordinario moto dialettico: le premesse e le abitudini del pensare vengono soppesate e metamorfosate. Allora il vero movimento si svela nella vita rappresentativa del Nome. Allora comincia la Rivelazione: sembra di non poggiare più coi piedi sulla terra e ci si sente affondare o appesi al mondo eterico, occulto, e si è svuotati (kenosi).
        È la flessibilità mentale quella capacità di adattamento alle mutate circostanze che ci fa essere sospesi dall’alto. Il nostro piede non calca il sentiero del giudicare l’”altro” da noi. Tale sospensione del giudizio capace di rinviare decisioni in attesa degli eventi è “ingresso trionfale” nel mondo spirituale. Anche allora i nostri piedi non poggiano per terra – così pare – però si cammina. Sotto di noi vi è l’asinello (del nostro corpo) che ci porta (cfr. il cap. DODICI di Giovanni: ingresso di Gesù a Gerusalemme) e “il mondo per questo ci segue”. Cavalcare bene presume l’uso buono del pungolo, del frustino o della parola giusta nel momento giusto. Il “discorso” ai filosofi (“greci”) è che l’Io, quando è “elevato da terra” attira tutti a sé (sempre Giovanni 12,32). Però per fare questo discorso bisogna saper camminare senza i piedi nel materialismo terrestre. Allora la nostra “proclamazione” è giustamente “valutata” perché non è nostra ma viene dal cielo come “luce”.
        IN NEGATIVO: Non kenosi = Egoismo: incapacità di dedizione, falsa profezia, sacrificio inutile, rifiuto di compiere lo sforzo necessario o di dare qualche cosa di sé.

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      • No. Non è Cabala (“cabala” significa tradizione) o, almeno, non è proprio una Cabala in quanto le corrispondenze astrali con le le 12 lettere planetarie e le 7 zodiacali non basano su tradizioni ebraiche. Nel mio libro “Numerologia biblica” ho mostrato, per esempio, come la lettera zodiacale dei Pesci sia razionalmente attribuibile alla lettera RESH, e non alla lettera QOF, come è invece indicato dal Sefer Yezirah o Libro della Formazione (“sefer” = libro, “yezirah” = formazione) assieme ad altri errori di corrispondenze alfabetico-astrali pedissequamente ripetute senza ragione dai testi tradizionali di astrologia ebraica. Tali conoscenze dell’alfabeto ebraico andarono infatti perdute all’epoca della cattività di Babilonia, e quando Esdra volle ricostituire il testo della Torah servendosi dell’alfabeto caldaico – che è la scrittura ebraica oggi impiegata – il nuovo alfabeto ebbe, sì, 22 lettere come l’antico, ma le corrispondenze furono modificate e divennero quelle che si ritrovano nel Sefer Yetzirah. Il risultato del mio lavoro di razionalizzazione portò a corrispondenze alfabetico astrali coincidenti col sistema archeometrico originale che precedette le modifiche di Esdra, ed identiche a quelle dell’alfabeto watan pre-diluviano, alfabeto primitivo degli atlantidi, conservato in India e giunto fino a noi mediante i bramana indiani. E poiché nel mio lavoro le corrispondenze trovano sostegno e giustificazione proprio in se stesse, rimangono in sintonia proprio con il Sefer Yetzirah stesso, là dove dice: “…e fai stare in piedi la cosa in maniera esauriente…” (“Sefer Yezirah”, cap. 1, sez. 3). Puoi approfondire ulteriormente lo studio nel mio vecchio sito: https://digilander.libero.it/VNereo/larcal.htm che è il 7° cap. del mio secondo libro (sull’arcobaleno). Molti credono che io sia un cabalista ma non è così. Tra l’altro ho rilevato che non esiste una cabala univoca: ogni cabalista ha la sua, quindi attribuzioni planetarie e zodiacali personali. Invece le attribuzioni a cui mi sono attenuto le ho prese da R. Guénon, che ho sempre considerato un bravo studioso, anche se convertitosi all’Islam e nemico dell’evoluzione promossa da Steiner.

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      • MI mancano i tuoi libri… li cercherò e li leggerò, oltre all’ultimo che hai scritto. Di Guénon ho molto, ma non li ho letti; devo trovare il modo e il tempo. Ma quindi quello che viene riportato nel Sefer Yetzirah mi dici che non ha corrispondenze originarie corrette? Nel tuo libro si trovano le corrispondenze originarie? E capisco anche bene cosa significano le corrispondenze alfabetico-astrali, giusto? O c’è qualcosa da leggere prima che possa chiarire a una neofita? 😉

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      • Sfrutta i libri di Guénon che hai già. Quelli vanno non bene, ma benissimo. Di miei libri da regalarti non ne ho più. Li ho regalati tutti. Chi se ne frega. Comunque questo è un pdf del primo (1995): https://www.esonet.org/wp-content/uploads/2011/12/58151791-eBook-Kabbalah-ITA-Villa-Nereo-Numerologia-Biblica-Considerazioni-Sulla-a-Sacra.pdf Esonet l’ha pubblicato senza nemmeno chiedermelo, quindi ora te lo posso inviare. Così va il mondo 🙂

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      • Tutti i libri scritti da Guénon sono ottimi. In questo momento penso al titolo “Il Re del mondo”, poi c’è “I simboli della scienza sacra”, o “Il regno della quantità”. Io li ho letti tutti. Sono uno più bello dell’altro. Certo non è paragonabile a Steiner, ma è un bel cercatore, che puoi raccomandare a tutti tranquillamente.

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      • Sì, lo farò. Era in programma. Steiner mi risultava ostico fino a qualche tempo fa, poi non so cos’è accaduto, all’improvviso le cose che ha scritto mi sono risultate comprensibili e chiare… e un po’ questa cosa mi ha lasciata sconcertata… forse prima non ero pronta. NOn lo so…

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  1. Anch’io aspetto il tuo primo articolo su Tridente, non per quello che sai ma per quello che sei. In fondo siamo tutti ignoranti, che più studiamo e più sappiamo di non sapere alcunché, fino all’annichilimento, oltre cui c’è la veggenza dell’”altro” mai esaustiva e sempre perfettibile. Un abbraccio cosmico di prima mattina blues 🙂

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      • Anch’io non ti ringrazierò mai abbastanza. Purtroppo gli scrittori, gli scienziati, i filosofi, ecc., di oggi, sono quasi tutti scrivani di professione. Coloro che invece scrivono perché e quando hanno cose da dire sono rari ma ci sono e travalicano il tempo.

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      • IN effetti, non riesco a scrivere a comando… a comando io non faccio più nulla, in realtà. Ma se qualcuno mi chiede di fare una cosa che già mi viene dal cuore, allora è tutto in discesa. 😀 Non so se faccio parte della categoria di cui parli, ma mi piacerebbe travalicare il tempo. 😀 Tu sicuramente sei fra questi.

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      • L’hai già travalicato col tuo primo libro, proprio perché l’hai scritto sapendo che coi libri non può esserci alcun guadagno, in quanto nessuno legge alcunché e tutti sanno tutto di tutto (di scienza, di leggi e di economie). Quindi è palese che travalichi il tempo. Il travalicare è in atto. Noi non lo percepiamo, perché, appunto, siamo eterni travalicatori del tempo. Per noi mille anni sono come il giorno di ieri che è passato e la durata di un respiro è come una vita. Più invecchio e più esco dal convenzionalismo di questo pianeta imbestialito, dove l’astratto domina il concreto. Tale dominio finirà. Stanne certa.

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      • A me interessa che legga chi sa capire, quelli che un po’ mi somigliano… il resto mi tange poco. Sono pessima in strategie di marketing, io! 😀 Ho la certezza che finirà…ci vorrà tempo, ma non importa. Finirà. E continuerò a scrivere, che devo imparare come si fa a dire… e scrivendo posso capire. Ed il pianeta imbestialito a volte mi raggiunge e devo scrollarmelo di dosso. E allora scrivo. A volte mi sfiora. E allora scrivo. A volte mi sembra di non farne proprio parte. E allora scrivo. 😀 UN giorno potrei non poter più pubblicare, perché le condizioni non sono sempre garantite, ma una carta e una penna le troverò sempre… ne ho fatto scorta. 😀 E continuerò a farlo come ho sempre fatto.

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