I poeti e la televisione

8 risposte a “I poeti e la televisione”

    • …e manipolati, senza che ce ne rendiamo veramente conto. Se la gente spegnesse i televisori e cominciasse a leggere, ad informarsi, magari tenendosi lontani dalle narrazioni ufficiali, ma ponendosi il dubbio, sempre e comunque e rendendosi conto che l’unica versione della realtà che cercano di inculcare in tutti i modi, da tutti i fronti, con un martellamento mediatico disumano e dalla mattina alla sera, mantenendo alto un allarmismo malato e fuorviante… se la gente si ponesse finalmente il dubbio se tutto questo è voluto, se magari non c’è un’altra versione da sondare e approfondire… e ricominciasse a chiedersi “il perché delle cose, anziché limitarsi a prendere tutto per oro colato”, ecco, se la gente facesse tutto questo, smetterebbe di avere paura delle malattie, delle guerre, dei cambiamenti climatici, della crisi economica e comincerebbe a ragionare!! Ma non lo fanno, perché è più comodo credere a quello che gli propinano i media, che andarsi a cercare informazioni attendibili e fondate. E’ più comodo fare i servi impauriti di chi pensa per loro, che prendersi la responsabilità della propria esistenza. E così facendo, inevitabilmente si tirano addosso veramente malattie, guerre, catastrofi e crisi economiche. Lasciare che altri pensino pr noi e ci dicano come pensare equivale a dare in mano le nostre vite e le nostre esistenze a terzi; se poi quei terzi fanno tutto tranne che i nostri interessi, il gioco è fatto.

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