Estratto dal libro “Storie Selvatiche di Maghi, Streghe e Piante medicinali”

[…] L’umanità ha perso la capacità di farsi una domanda fondamentale che invece i bambini conoscono benissimo, ovvero il “perché delle cose”. Il vero e profondo significato di tutto ciò che ci circonda sfugge ai più, perché porsi domande di questo tipo implica un’intelligenza e una profondità d’animo che in troppo pochi riescono ancora ad avere. Implica anche una certa fatica di concentrazione, il che è un grande problema per molti, oggi. Impariamo dai bambini a recuperare questa intelligenza; se re-impariamo a farlo, forse abbiamo ancora qualche possibilità di salvezza.

Molti adulti si infastidiscono quando i bambini chiedono “perché”; e invece dovremmo tutti prestare attenzione alle domande dei bambini, perché sono illuminanti. Tuttavia porsi domande di questo tipo implica una certa umiltà e anche il doversi prendere del tempo e soprattutto la responsabilità di se stessi, delle proprie necessità più profonde; nessuna di queste cose è comune oggi, ed è un vero peccato!

Chiediamoci perché alcune piante possono essere potenzialmente benefiche per il nostro corpo senza alcun effetto collaterale, mentre altre vanno utilizzate con attenzione per poter ottenere un beneficio e altre ancora sono potenzialmente letali per il nostro organismo; chiediamoci perché Dio ha creato le piante nella loro diversità e perché ci ha fornito la conoscenza necessaria per il loro corretto utilizzo. Queste sono solo alcune delle domande che ci porremo se fossimo ancora un po’ bambini, ancora sani, ancora puri e se oltre al pollice sul telefonino sapessimo usare anche un po’ del nostro intelletto.

Si parte da qui, perché se partiamo esclusivamente dalla nozionistica sulle proprietà chimiche, tecniche e razionalmente terapeutiche dei vari principi attivi come unici elementi di base, avremo assimilato solo una parte di conoscenza e se posso permettermi, sarebbe quella meno interessante, seppure molto importante. Questa è una parte importante, certo, ma le mere nozioni che possiamo imparare anche a scuola sono cose vuote se non diamo loro la ricchezza dello Spirito. A scuola ci hanno insegnato la parte nozionistica, (per chi ha avuto l’immensa pazienza di impararla nonostante il sistema scolastico) adesso cerchiamo di integrarla con la parte più elevata e spirituale, che secondo me è altrettanto divertente ed appassionante; questo è il nostro nuovo compito.[…]

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2 risposte a “Estratto dal libro “Storie Selvatiche di Maghi, Streghe e Piante medicinali””

    • Sono felice che ti “risuoni” quello che ho scritto; capisco che non è per nulla scontato; per questo ti sono anche grata. Questo è un fiore di Tasso barbasso, una pianta con un nome buffo, ma che ha una sua decisa personalità; se lo incontri è impossibile ignorarlo. Ha delle foglie morbidissime, vellutate, molto piacevoli al tatto. Il fusto è alto anche quasi due metri ed il più delle volte è carico di fiori gialli che, se ci fai caso hanno ognuno una specie di “bambolina” al suo centro, ma molti mi chiedono come faccio a vederla… eppure, è lì! 🙂 . In alcune regioni è conosciuto come “torcia del re” perché se ne può veramente fare una torcia, all’occorrenza ed è ricco di vitamine e di sali minerali come zolfo e magnesio. Ottimo per trattare problemi da raffreddamento, come tosse o bronchiti. E’ una delle tante piante magiche che crescono nei boschi e nei pascoli. 🙂 Ne parlerò nel secondo volume che sto preparando, ma prima devo finire il primo. 😉

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